Messaggio

Ciao unimatrix0
Un piccolo trucco.
Negli anni ' 80 realizzavo veicoli militari con i relativi diorami. Ho partecipato nel Triveneto a 7 mostre diverse e tutte ad alto livello ottenendo 1 primo posto assoluto 2 primi posti ex equo, 1 secondo posto e 3 piazzamenti inferiori ma comunque dignitosi.
Il problema che mi posi allora era dato dal fatto che alcune parti quali legno, cavi e stoffa erano già pronte e non necessitavano di ulteriore manipolazione, ma, ma... stonavano con il resto del modello, si vedeva infatti che erano di legno o di stoffa od ancora di pietra; provai quindi a colorarli per ottenere un'approsimazione di quanto madre natura ha creato e, e... tutto si era armonizzato, pareva tutto vero.

Tutto questo per farti notare che i cavi si vedono che sono di rife autentico.
Prova a colorarli per simulare l'acciaio o il nailon ed otterai un effetto globale migliore.
Ciao
Ciao unimatrix0

COLLA A CONTATTO

la colla a contatto si spalma sulle due supefici, la si lascia asciugare e quindi si uniscono praticando una certa forza, la tenuta della colla è totale.
La DEA la utilizza prima per incollare i listelli sui ponti e poi per applicare il secondo fasciame; tuttavia io non approvo, per i ponti è sufficente stendere colla bianca e splamarla unifermemente in strato sottile, applicando un listello di legno esso si incollerò quasi immediatamente ma quel quasi ti permette qualche aggiustamento.
Si può procedere ad applicare decine di spezzoni di listello per circa 10 15 minuti e si pressa poi il tutto in modo da fare aderire perfettamnete i singoli componenti.
Analogamente si procederà per il rivestimento del secondo fasciame, avendo cura di fissare i listelli che hanno circa 25 cm di lunghezza con del nastro da carrozziere fino all'incollamento completo, questa fase è piuttosto lunga ma facile da realizzare. (ho notato su alcune foto postate che certi modellisti hanno stuccato il primo strato di fsciame al fine di renderlo uniforme, ebbene questo è un grossolano errore, al posto dello stucco vanno usati spezzoni di listello pareggiando poi con cartavetro, la vinavil non attacca permanentemente allo stucco e dopo poco i listelli si solleveranno in quei punti.


Ciao fam,

PARASARTIE CON FORI ERRATI.

Il problema da te sollevato è frequente anche nei modelli in Kit ed è abbastanza facile da correggere.
Innanzi tutto il parasartie fornito di serie è un misero pezzo di comensato da 2 mm di spessore e sinceramente non credo che valga la pena perdere tempo a correggerlo, piuttosto è meglio costruirlo ex novo.
Si può procedere incollando dei listelli da 2 x 4 mm magari in noce, se ne incollano 3 - 4 fino a coprire tutta la larghezza del parasartie.
Si prende il parasartie fornito di serie che ha sì i fori sbagliati ma la forma è precisa e lo si utilizza quale sagoma per realizarne di nuovi (attenti che esso possiede un lato sopra- sotto e uno destra-sinistra.
Realizzato il parasartie nuovo è sufficente posizionarlo sulla fiancata (anche in modo definitivo) e segnare la posizione dei fori, con un dreemer o un seghetto di precisione si incidono le scanalature profonde 1,5 mm e larghe altrettanto.
Si procede a fissare le lande e le bigotte ad esse collegate.
Si incollano le scanalature con colla attak e si colora la stessa di nero-marrone ad imitare la guaina protettiva.
Per ultimo si incolla il regolo e i supporti.

Ciao
Ciao John65navi
Le tavole mancanti sono almeno 3, una vista dei ponti come dici tu più una laterale della fiancata ed una contenente la vista di poppa e di prua con i particolari più minuti quali per esempio il carabottino e le scialuppe.
Sinceramente speravo che esse fossero consegnate a fine opera a completamento del modello.
Io ho cercato on-line i piani di costruzione ma non ne sono stato capace. Ho trovato invece siti in cui li vendevano, uno su tutti quello dell'associazione modellisti bolognesi.
Ciao
Ciao fam

LANDE

Tu hai chiesto di costruirle senza saldatore ed io ti ho fornito le informazioni su come le avrei realizzate io.
Lo stuzzicadenti (ce ne vanno quattro) rappresentano un attrezzo indispensabile per me sia perchè costano poco sia perchè in casa ne trovo sempre.
Fatta qesta premessa ti posso dire che trovere una Santa Maria fatta con landre a bandella metallica è plausibile perchè Cristoforo Colmbo modificò radicalmente il sistema di velature ( i motori dell'epoca) in funzione di un viaggio lungo e in condizioni climatiche difficili. A titolo di paragone sarebbe come confrontare uno stesso gippone che giri per le strade della nostra città con un che gareggi nella Parigi-Dacart.

Io non ho la smania ne la pignoleria di ricercare la perfezione nella documentazione storica come fanno altri modellisti, ma penso che in una mave nulla sia messo a casaccio, anzi tutto ha un ordine preciso.

I galeoni erano soggetti a manutenzione periodica, di norma due volte all'anno per il cambio delle strutture degli alberi, è probabile che in questi momenti le lande possano avere subito delle modifiche su segnalazione del capitano o per manutenzione o per correggere i difetti di progettazione o di costruzione.

Tornando a noi e agli stuzzicadenti, essi vanno poizionati alle estremità dei due anelli delle lande in modo da creare due anelli con relativo spazio interno uniformee non due fili paralleli e quasi attaccati.
Gli stuzzicadenti vanno incollati con colla vinilica che non si fisserà in modo permanente al rame o all'ottone ma terrà ugualmente in posizione lo stuzzicadenti fino a lavoro terminato.
In particolare essi andranno troncati a 1 cm e si utilizzerà la punta per allargare gli anelli di landa.
Per le lande corte che vanno posizionate sopra i portelli dei cannoni si deve usare un solo anello.
Ciao
Ciao squalo,
gli annunci di questo tipo trovano più spazio su E-bay, concordo con Jack sulla sua inopportunità, io non ti avrei pubblicato nemmeno questo perchè non parli di modellismo e fai perdere tempo a chi legge i tuoi messaggi.
Volendo essere buono (sarà perchè con lunedì prossimo ricomincerò a lavorare sul San felipe vecchia edizione), voglio leggere questo messaggio in chiave positiva come l'intento di volere aiutare qualcun altro a creare il modello.
Non voglio entrare nel merito per cui hai optato di costruire la Santissima Trinidad e non il San Felipe che personalmete ritengo più elegante e con forme più movimentate, ma questi sono gusti personali.
Tieni presente che lo scafo con tutte le ordinate ed i ponti maggiori vengono completati all'uscita numero 12, se fossi in te acquisterei i rimanenti tre e mettrei il tutto in qualche scatola; quando avrai il tempo o la voglia ti basterà acquistare le tavole di costruzione e lo potrai realizzare interamente da solo.
Essendo lo scafo abbastanza sgrembo ti sarà possibile adattarlo anche ad altri modelli come per esempio il "Nuestra Senora del pilar de Zaragoza" o nel "San Juan Nepomuceno".
Ciao
Ciao John65navi,

La DEA procede nella costruzione dello scafo dalla prua alla poppa, in pratica alla 4a uscita un quarto della nave è costruito. All'8a uscita troviamo lo scheletro con quasi tutte le ordinate (mancano le ultime tre) e metà dei ponti con la 12a troviamo tutte le ordinate e quasi tutti i ponti (mancano solo quelli di poppa) con la 14a uscita tutto lo scafo è completo ovviamente dovrà essere rivestito con i listelli del primo fasciame che arriveranno fino alla 40a, il secondo fasciame sarà terminato all 53a, i giardinetti di poppa fino alla 65a, le sovrastrutture, le docorazioni arrivano alla 101a e dalla 102 alla 120 troviamo l'alberatura le vele.
I piano di costruzione (solo per le alberature e le manovere escono con e fascicoli 102 (2 tavole) e 104, 107 e 110 (1 tavola)infine con il numero 115 troviamo le le 4 bandiere.
Ciao
Ciao Paolcec,
un problema delle scatole di montaggio è rappresentato dalla giacenza troppo lunga nei depositi prima e nei negozi poi, se trascorre troppo tempo i listelli tendono ad asciugarsi e a deformarsi.
Lo stesso avviene ovviamnete anche sul modello finito ed è quindi opportuno calafare l'interno dello scafo.
La calafatura va eseguita cospargendo i listelli all'inertno con colla vinilica e ricoprendoli con una garza. Se non fosse possibile raggiungere alcuni punti si può incollare soltanto o al limite inserire segatura e/o pezzettini di legno.

Ci sono molti modi per piegare un listello, l'uso di una pinza apposita permette di ottenere facilmente la curva desiderata senza essere costretti ad inumidire il listello stesso, e questo è un altro vantaggio.

Se nel piegarlo esso si rompe i motivi sono due, il primo è che il listello è vecchio e quindi è già asciutto altrimenti si ha esercitato con la pinza una pressione eccessiva.
Le incisioni praticate con la pinza vanno effettuate perpendicolarmente e distanziate di 1 cm al massimo, per ottenere curvature maggiori si ricorre ad aumentare sia la pressione e si riduce la distanza delle incisioni fino ad 1 mm.
Per piegare la zona pi poppa - prua, conviene inclinare progressivamente le incisioni ottenendo una "torsione" che segue la linea dello scafo. (fare alcune prove preventive).
L'unico svantaggio è rappresentato dalle innumerevoli incisioni sul lato interno (ottime per calafare) che ne impedisce l'uso per i listelli bifacciali come per esempio le serpi di prua.
Ciao
Ciao Muun

Citazione:
Se ho ben capito tu ora devi terminare il lavori sulle vele del S.Felipe, che hai acquistato ben 4 anni fa, (ma era quella la prima edizione S.F.??) e oltretutto adesso hai già fatto l'abbonamento alla S.S.Trinidad.. quando lo terminerai? Questo tuo modo di procedere mi incuriosisce molto, perchè ciò significa prendere le cose mooolto alla luuuuuuuuuuuuungaaaaa! ....



Il San Felipe è quello della prima edizione 4 anni fa, per quanto riguarda la Trindad ho acquistato solo la prima uscita e solo per curiosità ma non farò il galeone.
Di tempo invece non ne ho molto, devi pensare che ora ho un bimbo di 15 mesi oltre ad un altro di 13 anni e non appena mi preparo il tavolo da lavoro ed inizio c'è sempre qualcosaltro da fare.
Il piccolo poi qundo mi vede lavorare è veramente molto curioso, vuole stare in braccio e sopratuto tocca tutto e mette in bocca qualsiasi cosa riesca a prendere.

Certo mi farebbe piacere terminare il modello per iniziarne un altro ma devo avere pazienza.

Ciao
Ciao mare47
intanto una considerazione, io abito in una città da 200.000 anime (Trieste) con due negozi di modellismo e spesso non trovo quelo che cerco o almeno non trovo tutto e quindi mi devo arrangiare.
Non conosco il particolare 82g in questione per cui generalizzo il problema, lo spessore di un listello può essere diminuito tramite cartavetro, può essere aumentato incollandone due o più ed eventualmente scartavetrando poi.
Non trovo valido il sistema di prendere un' essnza diversa e tingerla con il mordente perchè non otterrai mai la stessa tonalità, potrebbe essere un rimedio accettabile solo per piccoli pezzi o per particolari.

Il timone ti si è rotto mentre "martellavi" i chidini (circa 20 per lato 40 in tutto).
Innanzitutto va considerato che particolari importanti quali il timone o le serpi di prua, i giardinetti... attirano l'occhio ed un errore in quella posizione risulta fatale.
Quando si devono inserire molti chiodini in poco spazio conviene creare prima un foro di invito del diametro appena inferiore, però non si trovano punte da trapano così sottili e quindi il foro va praticato con l'uso di uno spillo a cui tronchi la punta e limi un lato in modo da ottenere una spece di semicerchio, lo spillo va premuto e girato; serrare il pezzo in una morsa aiuta.
PS per non spezzare i listelli del fasciame dello scafo ai chiodini o agli spilli basta troncare la punta.

Se proprio ti si spezza il listello sappi che lo puoi recuperare incollando e serrando il legno con delle mollette da bucato, una rifinitura di cartavetro ed è nuovo.

Ciao normandie,
non c'è problema ad essere fuori corso, personalmente non ho ancora ultimato la San Felipe iniziata più di 4 anni la cui opera DEA fu terminata 2 anni fa.
Il tempo è poco per tutti, e tutti dobbiamo gestircelo tra molte attività. Il San Felipe l'ho acquistato tramite la CASA DEL LIBRO, le spedizioni erano in tutto 5 o 6 conteneti cira 20 fascicoli cadauno ed erano posticipate di circa 4 settimane rispetto all'ultima uscita in edicola.
Ho acquistato aqnche la prima uscita della Trinidad e devo dirti che è assolutamente uguale alla prima uscita del 2006.

Per chi è intenzionato a realizzare l'opera ha anche la possibilità di acquistare gli ultimi fascicoli (dovermmo essere ad occhio ecroce attorno al numero 100) ed anticiparne quindi la fine di circa 8- 9 mesi.
Acquistare un fascicolo così avanzato permette anche di rendersi conto di come si presenterà la nave tra due anni.

Ciao

Ciao xelvio82
per chi come te si avvicina al modellismo navale in legno i dubbi su cosa realizzare sono davvero molti.
Non conosco le tue capacità manuali (e mentali) inerrenti alla manipolazione, alla modifica, e all'assemblaggio di pezzi di legno e leghe metalliche; non conosco nemmeno quale sia il tuo livello di pazienza e la sopportazione alle frustazioni dovute ad insucessi.
Posso dire per esperienza diretta che i kit di montaggio sono di norma SCADENTI con un rapporto qualità-prezzo assai basso.
Non di rado si trovano legni troppo stagionati e quindi non si piegano affatto, i materiali poi sono insufficenti a finire il modello e l'ascquisto in negozio comporta una tonalità diversa, i disegni poi sono realizzati dalle ditte costruttrici ed adattati ai componenti inclusi nella scatola.
Per esempio non troverai in questi disegni un albero di sezione 7mm ma esso sarà aumentato ad 8 o ridotto a 6, pure i portelli dei cannoni saranno da 10mm e non 9.5 mm .....

I componenti pretagliati che trovi nei Kit si limitano alla struttura dello scafo troverai le ordinate e forse qualche elemento del ponte, il resto dei componenti (ancore, cannoni, coffe, cordami ....) sono reperibili nello stesso negozio come componenti sfuse.

Suggerisco qunidi di acquistare solo i piano di costruzione da terze parti, il sito dell'associazione Modellisti Bolognesi è ben fornito con prezzi anche buoni.
Questi disegni assai più completi di quelli che trovi nei kit di montaggio ti permettono di iniziare con il piede giusto per quanto concerne questo aspetto.
I materiali li acquisti nei negozi specializzati, per lo scheletro consiglio il legno di balsa e non il compensato, il primo infatti lo si maneggia con maggiore facilità e non è soggetto a torsioni come invece accade con il compensato (non con il compensato marino ma non lo trovi facilmente).
Non è necessario che tu acquista tutto il materiale in una sola volta, anzi vale proprio il contrario, acquisti solo quello che ti serve e quando ti serve.

Ti serve invece leggere alcuni libri, su internet trovi anche manuali scaricabili in formato Acrobat, Autocad, Jpg, eBook.
Trovi anche intere sequenze fotografiche postate da chi prima di te ha realizzato il tuo stesso modello od un simile.

Il modello infine deve essere semplice una caravella è meglio di un galeone. La Nina è preferibile alla Corunne.

Prendi in considerazione di iniziare da una lancia armata, è in scala enorme 1:10 1:20, presenta tutte le difficoltà di una caravella ma è più semplice da realizzare e da rifinire.
Ciao


Ciao fam

LANDE

Le lande hanno mutato la loro forma nei secoli.
Nel 1500 erano formate da un unica barra piatta che partiva dalla bigotta e terminava sulla fiancata.
Nel 1500-1600 erano formate da catene.
Nel 1650 erano formate da un tubo o da due barre piatte unite circa a metà.
Nel 1700 invece erano formate da un unico anello o da una barra piatta ma non erano lineari bensì semicircolari.


Le lande avevano lo scopo di scaricare la tensione delle sartie maggiori e dei paterazzi sulla struttura della nave, inoltre dovevano essere in grado di ammortizzare eventuali oscillazioni dell'alberatura.

L'alberatura stessa subiva delle notevoli variazioni a seconda delle stagioni e delle zone di navigazione.
I modelli che siamo abituati a vedere cioè con gli alberi formati da 3 pezzi ed alti circa quanto la lunghezza dello scafo rappresentano l'allestimento ESTIVO, in quello INVERNALE era presente solo l'albero maggiore e la sua coffa, mancavano gli alberi di gabbia e di pappafico. Montavano quindi solo una vela che poteva essere divisa in più parti.
Le navi destinate all'area Caraibica (San Felipe P.E.) montavano un'alberatura complessivamente più bassa di un quinto o di un quarto rispetto alle controparti atlantiche.

E' probabile che nel cambio dell'allestimento delle velature le stesse lande venissero sostituite o ricalibrate.

Nella Trinidad è probabile che in una prima fase esse siano state formate da catene a maglia stretta per poi essere sostituite con
uno o due anelli; in ogni caso sotto le lande si trovavano delle staffe di rinforzo.



COSTRUZIONE DELLE LANDE FORMATE DA DUE ANELLI

Ho riflettuto a lungo su come si possano realizzarle senza utilizzare il saldatore e sono arrivato a questa soluzione.

Materiali occorrenti:
una matita morbida
una squaretta morbida (sono ottime le ricariche telefoniche)
filo di ferro, ottone o rame del tipo utilizzato dai fiorai.
(il filo deve essere diritto non imbobinato altrimenti bisogna raddrizzarlo)
delle staffe di metallo, vanno bene quelle acquistare in negozio per realizzare le cerniere dei portelli dei cannoni in quanto sono già forate e presentano un'estremità decorata a giglio. In alternativa vanno bene qualsiasi materiale largo 1-2 mm e spesso 0,3-0,5 mm.
una punta da trapano da 0,7 - 1 mm.
un listello di sezione rotonda diametro 6 mm e lungo 100.

PREPARAZIONE (valida per tutti i tipi di lande)

Si montano i parasartie con i rispettivi regli avendo cura di non occludere i fori.

Le lande sono di due altezze:
a) corte e devono rimanere al di sopra dei portelli dei cannoni
b) lunghe e devono arrivare al di sotto degli stessi.


Si segnano le quote corrispondenti alle due altezze e si tracciano due linee orizzontali e parallele allo scafo avendo cura che a poppa esse sporgano di 2 3 cm.

A questo punto sarebbe opportuno avere i piani di costruzione dell'alberatura per segnare sul listello di sezione rotonda (DIAMETRO 6 MM LUNGHEZZA 100)le quote di partenza delle sartie maggiori e dei paterazzi.
Infilate e fissate in modo corretto il listello e su esso fissate un cavo per le sartie e uno o due cavi per i paterazzi lunghi abbastanza da toccare il tavolo da lavoro.

Ora prendete il filo della sartia e infilatelo nel primo foro della parasartie e tenendolo teso e diritto segnate il punto di contatto con lo scafo.
Ripetete la setssa operazione per gli altri fori, noterete che andando verso poppa l'inclinazione aumenta e di conseguenza aumenterà pure la lunghezza della landa.

Forate con una punta sottile i punti di contatto (sulla linea orizzontale allo scafo).


LANDE SUPERIORI O CORTE

Vanno realizzate con un unico anello.
Si prebde una bigotta e si fa passare il filo di ferro nel bordo scanalato, si fissa con un e dico un giro stretto esattamente sotto il foro centrale della bigotta .
Si infilano tutte e due le estremità del filo di ferro prima nel foro delle parasartie e poi nel foro dello scafo (sopra un portrello di cannone).
Così facendo si otterrebbero due fili paralleli e attaccati, ma noi vogliamo un anello e quindi si deve spessorare. Per fare ciò si prende uno stuzzicadenti e si infila la punta nel foro della parasartia ed un altro in quello dello scafo.

NB Gli anelli devono essere tutti nello stesso verso per es paralleli allo scafo.

LANDE INFERIORI O LUNGHE

Queste sono formate da uno o due anelli. Nel caso fossero in un unico anello varrebbe la soluzone qui sopra, se invece si opta per due anelli si procede in modo leggermente diverso.

a) La mezza landa inferiore si realizza piegando e spessorando il filo di ferro utilizzando il foro nello scafo. La lunghezza deve essere uguale alla metà dell'altezza (quelle più a prua saranno più piccole, viceversa quelle verso poppa saranno più lunghe).
b) Si prende ora una bigotta e si fa un giro di filo di ferro che viene fissato sotto il foro centrale della bigotta.
Si taglia un'estremità.
Si fa passare il filo di ferro all'interno dell'anello inferiore della landa e quindi lo si infila nel foro del parasartie.
Si spessora e si incolla il foro dal basso.

Si completa la landa con una staffa lunga circa un terzo.

La staffa può essere inchiodata nella parte terminale mentre nella parte a contatto con la landa deve essere incollata.

Consiglio di colorare il tutto di nero.

Ciao





ciao fam, ciao Jack Aubrey
non me ne vogia il moderatore che posto due messaggi di seguito ma trattandosi di due argomenti assai diversi (timone e serpi di prua ) ho preferito tenerli separati.

le serpi di prua sono proprio una bella gatta da pelare....

parole di fam cui credo si accoderanno in molti.

I problemi principali consistono nel piegare le serpi in tre direzioni (6 assi) e adattarle allo scafo.

Primo problema le misure possone differire di millimetri se non addiritura di centimetri a seconda di chi e come ha realizzato lo scafo; a titolo di esempio abbassare gli incitioni di 2 mm che non si notano sullo scafo comporta una differenza di almeno 6-8 mm sulle serpi di prua, con queste tolleranze è difficile trovare nella scatola di montaggio dei pezzi prefiniti che conbacino perfettamente.

Spesso queste serpi vengono fornite in compensato o in "fotoincisioni" , più raramente in piombo, se sono provviste di decorazioni le si possono trovare già belle e pronte.

Nel caso della S.Trinidad mi sembra di vedere dalle foto che sono realizzate in compensato pretagliato, il quale si presta ad essere curvato solo su 2 dirazioni (4 assi).
Mi spiego meglio:
una fettuccia di compensato spessa 1 mm la si può piegare verso destra-sinistra seguendo le venature e la si può attrcigliare nel senso della sua lunghezza ma NON LA SI PUO' PIEGARE IN ALTO-BASSO, senza correre il rischio di spezzarle e quindi viene spontanoe inclinare la serpe secondo la necessità e non seguendo la linea di prua.
Spesso queste serpi hanno spessori ridotti di 1 mm o meno mentre dovrebbero avere almeno 2 - 2,5mm se rapportate in scala.
Una soluzione consiste nel ricostruire la serpe ex novo piuttosto che adattarla alla meno peggio.
1) Si procede con calcolare di quanto la serpe debba essere allungata o accorciata.
2) Si disegna e si ritaglia una nuova serpre da un cartoncino rigido.
3) Dopo le verifiche del caso si procede a ritaglare la sagoma da una basetta di balsa da 2 - 2,5 mm di spessore.
Consiglio la balsa perchè è economica e non guasta, è estremamente malleabile quindi può assumere qualsiasi forma e mantenerla negli anni, la si piega nelle tre dimensioni ed è comunque molto resistente.
4) la si applica solo con colla vinilica.

VARIANTE

5) Se si desidera dipingerle consiglio una mano di stucco in spray e una leggera mano di fissativo.

6) per i bordi, spesso questi erano in rilievo per il semplice fatto che un prifilo a "U" è più resistente e flessibile di uno quadrato,
Si può incollare un bordo superiore o inferiore (non tutti e due) che sporga di 1-2 mm.
7) usare una dima più resistente (il cartoncino va benissimo) dello spessore di 0,5 mm e pareggiare l'altezza del bordo.
8) applicare ora il secondo bordino e pareggiarlo utilizzando l'altro quale guida.

VARIANTE

Si ottengono ottimi risultati anche usando sezioni quadrate di rame o ottone, li si trovano nei negozio di arte piuttosto che di modellismo. E' estremamente facile far assumere la forma voluta e si incollano con la bicomponente oppure si saldano con lo stagno.
In commercio si trovano pure dei profilia "U", in questo caso è meglio optare per un tipo dallo spessore sottile, lo si piega più facilmente a caldo usando la fiamma di una candela. Il fondo poi va spessorato con il solito lengo di balsa.


Un piccolo trucco per colorare i bordi delle serpi di prua senza che queste abbiano un profilo in rilievo consiste nell'acquistare un pennarello a lama piatta (tipo evidenziatore), eventualmente lasciatene asciugare uno (nuovo sarebbe meglio e di colore giallo anche) incidete la punta come sotto:

|xxxxxxxxxxxxxxx|
|xx ________ xx|
|xx |xxxxxxx |xx|
|xx |xxxxxxx |xx|
|_|xxxxxxxxxx|_| (scusate la schifezza stile MSDOS)

xx| largezza |
xx| serpexxx|



Ciao



Ciao unimatrix0,
ho usato la tecnica del nero + graffite per imitare le armi in vari medelli da me realizzati, io usavo altre varianti, per le armi tedesche usavo matita marrone, per quelle americane 1/2 matita e 1/2 cenere di sigaretta, li appliavo un attimo prima che il colore di fondo fosse asciutto, all'epoca c'erano gli smalti che asciugavano in diverse ore e forse era più facile, in queto modo la graffite rimaneva consolidata sul pezzo.
Per applicarla la cospargevo direttamente e poi la punzecchiavo con un pennello rovinato.
Per farti un'idea puoi vedere le foto della mia macchina sul forum della Yamato.



Tornando a jack.aubrey e al colore delle cerniere del timone va notato che all'epoca non si parlva di acciaio, ma di ferro e bronzo due materiali non adatti a rimanere immersi nell'acqua marina, per cui la parte dell'opera viva veniva colorata di bianco sporco e quella superiore era più semplicemente catramata.
Se osservate altri modelli noterete come la parte dello scafo immersa nell'acqua sia di colore "bianco" e tra questa e la prima fila degli incitioni il colore sia nero.

I chiodi (che in molti punti dello scafo erano lunghi diversi metri) erano protetti dalla salsedine praticando in corrrispondenza della testa un rienntro nel legno in modo che la testa stessa rientrasse di alcuni centimetri, il foro veniva poi chiuso con un tappo di lengo.

Per chi non volesse colorare l'opera viva ma solo alcuni elementi quali le cerniere, i golfari e gli anelli (presenti in notevoli quantità sullo scafo esterno ma assenti nei piani di costruzione) consiglio di usare uno stesso colore per tutti al fine di ottenere una costante cromatica uniforme che dona eleganza all'insieme stesso.

Un buon effetto lo si può ottenere applicando una prima mano di colore ottone seguita da una mano di nero diluito al 25%.

Ciao

Ciao dromedario95
Il sistema illustrato J.A. è valido ma il foro per il cannone non ha 20 mm di lato ma solo 8-9 mm, quindi la sua diagonale è di 11-12 mm e ti rimane quindi solo 1-2 mm per lato in cui appliare la colla.
Io personalmente risolverei il problema facendo passare non un quadrato da 11 x 11 mm ma bensì un rettangolo da 11x 20 mm. in questo modo su due lati ti rimane mezzo centimetro su cui applicare la colla.
Userei il legno di BALSA da 2mm di spessore anzichè il compensato in quanto è più morbiro e meglio si adatta a seguire eventuali curvature lello scafo. Il legno di balsa poi risulta sufficentemente resistente a sostenere la canna del cannone.
Per ultimo praticherei la centro un foro milto più sottile es 0,2 mm utilizzando un comune ago da cucito e ci passeri un filo di rife con un nodo sul retro per bloccarlo.
Una volta asciutta la colla pratichi un foro normale come per gli altri portelli.
Ciao
Ciao titiro
e tutti quanti.

... E' PER PRINCIPIANTI? ...

Intanto mi presento:
sono del 1963 come lascia indicare il nik, maschio, con un figlio di 13 anni ed uno di 1 anno, una moglie, una suocera sempre presente (che dice VADO-VADO e invece resta), ho un lavoro, un secondo lavoro (per arrotonddare) e ... circa 1 ora al giorno per me, da dividere tra il modellismo, il computer, le partite di calcio e altre poche soddisfazioni.

Pratico il modellismo da cira 40 anni, ho costruito centinaia di modelli per la maggior parte in plastica, verso la fine degli anni '80 partecipavo alle mostre di modellismo del Triveneto ottenendo sempre maggiori riconoscimenti e premi vari.

In una di queste mostre mi soffermai ad osservare un modello di un galeone in legno realizzato con una maestria inverosimile, (a titolo di esempio lo scafo era realizzato con migliaia di lastre di rame ognuna delle quali era fissata da decine di chiodini, le tavole del ponte NON erano parallele alla mezzeria ma arcuate e con degli incastri a prua e a poppa realizzabili con dificoltà anche con le fotoincisioni, lo specchio di poppa era interamente ricoperto da statuette scolpite a mano).

Ebbi occasione di parlare con il suo realizzatore, un arzillo vecchietto di 90 anni che mi confessò che il modello gli è costato 15.000 ore di lavoro, ma la cosa che mi ha colpito è stata la sua intenzione a correggere gli errori commessi nel prossimo modello.

Forse mi sono dilungato troppo e quindi arrivo al dunque:

Ho già avuto modo di discutere nell'altro forum sull'opportunità o meno di acquistare un'opera a fascicoli e di realizzare quindi il modello con questo sistema ed oggi più di allora sono convinto che per un neofita sia forse il modo migliore per avvicinarsi al modellismo navale statico ed ottenere un risultato soddisfacente.

Il motivo principale consiste nel fatto di avere nei fascicoli una guida fotografica che illustra passo passo ogni singola fase del modello.
Altri punti a favore sono le uscite settimanali che non permettono di correre troppo e lasciano quindi spazio e tempo per realizzare con cura ogni singolo passaggio e la presenza del forum fonte di motivazioni e consigli.

A tale proposito invito caldamente TUTTI a partecipare attivamente pubblicando foto, esponendo problemi e dubbi.

Ciao

Ciao serbip
se proprio devi colorare l'interno della scialuppa credo che il rosso sangue-mattone o il bianco-sporco siano più appropriati per l'epoca.
Ciao
Ciao a tutti

TIMONE DI POPPA

Devo ammettere che l'idea di realizzare il timone di poppa con delle cerniere in modo tale da permetterne il movimanto è quasi un classico del modellismo navale statico, così come è quasi un classico che il timone rimanga fermo sulla mediana per tutta la vita del modello.
La domanda sembra quasi ovvia: perchè realizzarlo (fuori scala oltremodo), lasciando uno spazio tra scafo e timone di 2-3 mm che sarebbero 20-30 cm reali?
Non sarebbe meglio invece fissarlo in modo definitivo ed applicare le cerniere (molto più sottili) solo come complemento estetico?
Ciao
Ciao Hely_Flat e ciao a tutti vuoi nuovi della Trinidad.

La costruzione dello scafo così come consigliato dalla DEA non presenta particolari controindicazioni, tuttavia io ritengo sia meglio aspettare una decina di uscite e montare lo scheletro con le ordinate quando si hanno a disposizione tutti i pezzi.

Mi rivolgo ora sopratutto a chi è alle prime armi o addiritura al suo primo modellino in legno:
la realizzazione dello scafo con l'incollaggio delle ordinate deve essere eseguito con la massoma accuratezza e utilizzando tutto il tempo necessario.
Un errore che di solito lo commette il neofita è proprio quello di correre troppo in questa fase iniziale, incollando quindi le ordinate non esattamente in asse e non esattamente perpendicolari alla falsa chiglia.
Questo tipo di errore non è evidente subito ma lo diventa quando si devono applicare i listelli o peggio ancora quando si dovranno praticere le aperture dei cannoni e questi non saranno nella giusta posizione.

Le ordinate vanno incollate sullo scheletro perpendicolari e parallele allo stesso, si devono controllare anche le quote, ossia di quanto le ordinate devono schendere sulla falsa chiglia, per ottenereli senza sbagliare basta realizzare 4 blocchetti di legno da circa 3 cm di larghezza per 10 di lunghezza.
1) si prende la falsa chiglia e si inserisce la prima ordinata.
2) si verifica che si incastrino bene senza forzature eccessive.
3) si aplica la colla e si procede con l'incastro, eventuali fuoriuscite di colla vanno eliminate subito con uno straccetto umido,
4) si prendono i 4 blocchitti di legno che si posizionano sugli incastri.
5) l'inclinazione perpendicolare la si ottiene appoggiando i 4 blocchetti e la chiglia sul piano di appoggio, mentre gli stessi garantiscono gli angoli tutti a 90°.

Ciao
Citazione:... Ma voi le cerniere sul timone le fissate solo con i chiodini o anche con la con la colla? perchè a me tendono a riaprisi tipo orecchie di somaro.
Il vostro Maturin


Ciao Maturin,
un modo semplice ma efficace per montare le cerniere sul timone (ma volendo anche sugli sportelli dei cannoni) consiste:
1) segnare con una matita la posizione delle cerniere sul timone.
2) con una limetta si crea una scanalatura larga quanto la cerniera.
3) si piegano le cerniere verso l'interno fintanto che si toccano le estremità.
4) si infilano nelle scanalature del punto 2.
In questo modo la cerniera rimane in posizione per forza meccanica, funge in pratica come una molletta da bucato.
5) si realizzano i fori con una punta da 0,5 - 0,7 mm
6) si infilano degli spezzoni di chiodini.

6A) ALTERNATIVA si creano dei fori più sottili per esempio con uno spillo e si infilano degli stuzzicadenti con la punta imbevuta di vinavil, una volta asciutti si TONCANO con un tronchetto (non con la taglierina) in modo da lasciare 0,5 mm di stuzzicadenti, una leggera pressione e cartavetro, una mano di nero opaco e... il lavoro è finito.


Potete vedere un'immagine in questo foruma pag 15, (Sportello del cannone)


Ciao
Ciao fam,
Parlando delle finestre da autocostruirsi metti in evidenza che i profili da 1 mm riportati in scala diventano 90 mm cioè 9 cm, un po troppo.
In effetti è un po troppo, ma sappi che esistono anche profili da 0,5 mm e da 0,75 mm che potrebbero andare bene, costano poco e sono facilmente lavorabili.
Per non correre il rischio di rovinare il lavoro già svolto tentando una correzzione posticcia dall'incerto risultato sappi che è possiblie fare una prova.
Realizza un profilo in legno che si avvicini quanto più possibile agli specchi di poppa e sopra di essi prova a realizzare un lato con le finestre posizionate in modo corretto.

PS Quelle della DEA non sono propriamente delle fotoincisioni quanto piuttosto del lamierino pretagliato.

PS Nel modellismo navale molti oggetti non sono in scala (per es. i bozzelli, i carabottini, la ferramenta in generale ...) quello che conta di più è lìeffetto finale che il modello assume.

Ciao a tutti.
Ciao fam

ALLINEAMENTO DELLE FINESTRE

caro fam, sarebbe un vero peccato terminare il galeone lasciando un errore molto evidente nei giardinetti di poppa.
Ho letto che con l'uscita 96 ti è arrivato anche lo specchio, per cui ora non hai scuse per rimediare.
Innanzitutto va sottolineato che i giardinetti e le finestre in particolare sono estremamente facili da autocostruire .
Per prima cosa devi rimuovere le colonnine (che potrai riutilizzare) le finestre (da buttare) i profili superiori dei giardinetti (da tenere) e quelli inferiori (anchessi da tenre).
Liscia per bene la zona in modo da avere una superfice perfetta su cui lavorare, al limite i giardinetti saranno alcuni millimetri più larghi di quanto proposto dalla DEA ma non è un problema.

1) Ora con la matita segna il prolungamento dei ponti fino arrivare alla fine dello scafo.
2) con un compasso verifica che le distanze dei ponti siano corrette rispetto alla VERTICALE, aiutati eventualmente con una bolla.
3) applica provvisoriamente lo specchio di poppa e verifica che le altezze delle finestre coincidano con quelle che hai segnato al punto "1".
4) acquista in un negozio di modellismo dei profili plastici di 1x1 mm e di 1x1,5 mm
5) disegna sullo scafo la forma delle finestre. Fai attenzione che le linee orizzontali devono essere parallele ai ponti, mente quelle verticali devono avere l'inclinazione dello specchio.

6) vanno realizzati per primi i montanti verticali delle finestre con i profili da 1x1,5 mm.
Ci sono 3 finestre per 3 ponti. In totale quindi ci sono 3 montanti sinistri e 3 montanti destri, consiglio di incollare una striscia di plastica che copra i montanti verticali delle finestre dei tre ponti, si dovrebbe ottenere quindi 6 strisce verticali che tendono ad allargarsi verso il basso.
Si taglia con un cutter molto affilato le eccedenze ottenendo 18 pezzettini verticali.
Si preparano ora altri 6 listellini di plastica che andranno posizionati in alto e in basso alle finestre e una volta tagliate le eccedenze ci si ritrova con 9 rettangolini che rappresentano i profili delle 9 finestre.

7) si utilizza ora il profilo di plastica più piccolo, quello da 1x1 mm e con esso si realizzano le inglesine delle finestre, conviene realizzare prima quelle orizzontali e poi le verticali.
Le giunture vanno stuccate.

8) si completano i giardinetti con le colonnine e i profili.

Ciao




Ciao a tutti,
ho postato nel forum Vascello San Juan Nepomuceno una spiegazione su come si possa ottenere un risultato soddisfacente partendo da una scialuppa in metallo.



Questa che vedete presenta lo scafo in piombo.
Il paiolato di fondo e le panchine sono invece di legno.
Sul forum Vascello San Juan Nepomuceno ci sono altre tre foto della medesima scialuppa.


Per serbip POLENA
Puoi applicare una doratura alla polena ma per ottenere un effetto realistico puoi procedere così:
1) Applica un colore "oro" acrilico anche e soprattutto nelle pieghe del metallo e nelle rientranze.
2) Applica sopra utilizzando un pennarello "oro" a punta media, non riuscirai a coprire completamente tutta la polena e noterai che il colore al punto uno risulta leggermente piu ramato.
3) Applica un'inchiostro acrilico nero molto diluito e noterai che esso si infilerà nelle rientranze mettendo in risalto i rilievi della polena.
PS devi usare l'inchiostro non il colore.

Cioa a tutti.
Ciao jack.aubrey,

Tempo fa tu scrissi che le scialuppe in metallo fanno schifo, ed in effetti se le lasciassi così come sono nella scatola di montaggio non farebbero affatto una bella figura.
Ti pubblico qui di seguito tre foto di come una scialuppa in piombo possa diventare di legno con l'uso dei colori.


Foto 1 vista aerea, da qui si nota come il colore legno della scialuppa sia perfettamente omogeneo a tutta la nave.
Si nota in particolare l'interno realizzato in listelli di noce.
Il metallo della scialuppa è limitato allo scafo.



Foto 2 vista laterale della scialuppa, si noti l'interno invecchiato e leggermente sporcato, i raccordi cromatici sono visibili sui bordi delle panchine della scialuppa.
La zona di poppa è leggermente più chiara al fine di creare un effetto di profondità.
Gli appoggi dei remi sono volutamente chiari per non appesantire l'occhio e non concentrare su di essi lo sguardo.



Foto 3 vista di profilo, qui si nota l'unico punto di "colore" dell'intera nave, ossia la parte inferiore della scialuppa è colorata di bianco.
La parte superiore invece simula il legno e simula pure lo sfragamento duvuto a come veniva calata in mare.


Qualcuno potrà chiedersi come si possa realizzare tutto questo senza avere grandi conoscenze in pittura.

COLORAZIONE BASE

E' NECESSARIO USARE UNA MATITA PER IL TRUCCO DEGLI OCCHI
in quanto esse presenta un'essenza grassa, è facilmente spalmabile, entro una certa misura è asportabile se si commettono errori.



1) Si pulisce con acqua e sapone il metallo, magari aiutandosi con uno spazzolino da denti, lo si asciuga bene.
PS La lega con cui vengono forgiati questi elementi non è resa nota al pubblico, di norma è piombica ma potrebbe contenere cromo o ferro, va quindi sconsigliato per la pulizia l'uso di solventi do alcool.

2) Si applica una base di primer, questo può essere nero oppure bianco, io perferisco quest'ultimo perchè altera meno il colore sucessivo.
Il primer stesso può essere applicato a pennello o a spruzzo, consiglio l'uso della bomboletta spray perchè si applica uno strato più sottile e più uniforme.
Va applicato ad una distanza di 20-30 cm muovendo la bomboletta in modo da non concentrare il primer in alcuni punti.
PS alcune case consigliano-OBBLIGANO l'uso del loro primer generalmente più costoso, in questo caso è comunque consigliabile utilizzarlo.

3) lo scafo esterno va completato con una mano di bianco acrilico non diluito, va applicato con un pennello morbido numero 3-5.
Una volta asciutto (15 minuti bastano) si applica una seconda mano composta da una punta di bianco e una di giallo , il tutto va poi dilito con acqua al 95-99 %. In pratica vi dovreste trovare acqua sporca e con questa, a scafo capovolto, bagnate abbondantemente tutto senza asciugare, aspettate che l'acqua evapori da sola.
Otterrete una profondità sullo scafo.

4) La parte interna dello scafo va dipinta di colore "sabbia del desrto", una mistura che tende tra l'ocra ed il vaniglia. Una mano è sufficente.
Prendete ora una matita colore marrone scuro tipo noce per colorare gli occhi e dei cotton fioc per le orecchie.
Con una taglierina riducetene in polvere un cucchiaino e versatelo all'interno dello scafo.
Chiudete la parte superiore con del nastro da mascheramento e sbattete il tutto per un minuto. La scialuppa va sbattuta in senso longitudinale.
Asportate la polvere in eccesso e con il cotton fioc strofinate leggermente da poppa a prua asportate così la polvere residua e simulate il legno.
NON strofinate un senso verticale perchè si compromette il tutto.

5) cospargete l'interno di farina che ha lo scopo di assorbire il colore in eccesso e lasciate riposare per una giornata, poi con uno spazzolino da denti eliminate ogni traccia di farina.

6) terminate la scialuppa con l'applicazione dei listelli di noce necessari.

Per chi invece possiede delle conoscenze maggiori.

COLORAZIONE AVANZATA

1) si pulisce lo scafo come sopra.

2) si applica il primer come sopra

3) si completa la scialuppa di tutti i listelli di noce necessari, anche quelli del fondo.

4) si colora di "terra del deserto" e si applica la matita per gli occhi sul cotton fioc e con questo si pittura l'interno. Nei punti meno accessibili il colore risulterà più chiaro.

5) si ripassno tutti i bordi con la matita e con il cotton fioc si sfumano.
Per raggiungere le zone più difficili si può usare uno sctuzzicadenti ricoperto con una salvietta.

BUON LAVORO

Ciao a tutti
Ciao jack.aubrey[/i]
Per le cavigliere, o meglio per i loro supporti ed in genere per tutte quelle parti della sovrastruttura che saranno sottoposte a tensione dalle varie corde consiglio di rinforzare il supporto tramite dei perni in legno o in metallo, in modo analogo andranno fisate tutte le parti con scarso contatto superficiale.
In particolare, ma (per voi) è ancora presto si dovranno fissare tutte le parti degli alberi ed i relativi pennoni.

Per chi le avesse già fissate non consiglio di staccarle per inserirvi il perno, il rischio di staccare anche un listello del ponte è davvero troppo grande, consiglio invece di praticare un foro da 0,7 -1 mm di diametro.
Per una sezione quadrata da 4 x 4 mm il foro va praticato a 1,5 - 2 mm dalla base del ponte e va effettuato in DIAGONALE in modo da perforare anche il ponte sottostante. Nel foro così ottenuto si incollerà un golfare senza accorciare il gambo ovviamente.
Praticando un foro per ogni supporto (in genere 4 per albero) si ottiene una stabilità davvero notevole e non ultimo un'estetica realistica.

Per la colorazione delle ringhiere consiglio il blu in quanto si tratta di una nave spagnola, con lo stesso colore si può dipingere anche la zona esterna del ponte di coperta, quella interna va dipinta di rosso.
Per ottenere un buon risultato consiglio di utilizzare un blu acrilico diluito al 50 % ed applicare almeno 4 mani, più una quinta data con inchiostro diluito al 80%. Le vernici vanno acquistate nei negozi di modellismo ed è preferibile che siano di buona qualità.

Per realizzare delle colonnine tutte perfettamente uguali conviene acquistare un tornio da banco lungo almeno 40 50 cm magari del tipo senza motore visto che un dermel o un trapano con il variatore in casa non manca mai.
Il tornio va poi fissato su una basetta in legno di dimensioni appropiate, se il tornio non ha un supporto nativo basta realizzane uno in legno e fissarlo saldamente alla base.
Si realizza poi una dima in cartoncino che riporti il profilo delle colonnine, con la dima stessa si inciderà una lama da taglierina utilizzando il dremel od oltro attrezzo disponibile.

Se si preferisce avere una base quadrata è sufficente lavorare su legni di sezione da 4x4 e usando una lima si rende cilindrica la larte centrale.

Va considerato che per realizzare in sicurezzza una colonnina si utilizzano circa 15 cm di legno.

Ciao
Ciao jack.aubrey,
non userei coloranti per legno, il rischio è che vengano assorbiti dalle fibbre e si spalmino sulla superfice machiandola.
Tenderei invece a mescolare la vinavil con materiale inerte come il carboncino o mina di matita nera, la vinavil ha lo scopo di fissare l'impasto sul primo fasciame non sul secondo.
Anni fa usai questa tecnica per la calafatura dei ponti che avevano un legno chiaro, mi ricordo che simulai la chiodatura praticando centinaia di fori con una punta da 0,7 mm e l'effetto finale fu davvero notevole.
Ciao
Ciao manzo60,
per valutare la qualità della Bismark ho chiesto un parere ad alcuni modellisti e poi ho visitato un sito in lingua tedesca nel quale vengono pubblicate le uscite ed ad oggi sono arrivati al fascicolo 60.
A dire il vero mi sembra che siano un po di mesi che non lo aggiornano, ma almeno mi sono fatto un'idea su cosa mi arriverà nei numeri a venire.
Una difficoltà oggettiva nel valutare la qualità di un'opera a fascicoli sta nel fatto che si devono acquistare comunque diverse uscite e solo poi si può trarre una conclusione (costosa).
Ciao
Ciao jack.aubrey,
vedo con piacere che stai applicando un mio consiglio.
Per essere ancora più stupefacente prova a trattare il legno superficiale con 2 o 3 mani di impregnate e poi applica tra le fughe colla vinavil colorata di nero 90% e marrone chiaro al 10%, asporta con una spatola la colla in eccesso ed aspetta che sia ascuitta e quindi carteggia la superfice al fine di eliminare qualsiasi residuo di vinavil e colore.
Dovresti riuscire a simulare in modo assai realistico la calafatura praticata in origine.
Prova a fare alcune prove in modo da essere certo del risultato che si ottiene.
Ciao
Ciao unimatrix0

Al momento colleziono solo i fascicoli della Bismark e rimando la costruzione almeno ad inizio estate.
Volvi delle critiche, a me sembra che le battagliole siano un po PELOSE, si potrebbero realizzare con filo di rame saldato o in alternativa con del rife o del filo di togna dal diametro sottilissimo, che ha la caratteristiche di rimanere teso mentre lo lavori.
Una piccola osservazione, le scalette realizzate da componenti navali in legno non stonano un poco? o sono proprio da realizzarsi cisì?

Ciao e complimenti davvero.
Ciao Umby, fam ed ovviamnete a tutti voi,
mi sono assentato per alcune settimane in quanto impegnato a piazzare il pavimento prefinito in casa mia, con tutti i mobili, gli arredi, gli abiti ( 10% mio figlio grande, 5% mio figlio piccolo, 3% io e 82% mia moglie.... ) ma senza divagare troppo passo alla riflessione su

GIARDINETTI DI POPPA

Ho visto le foto pubblicate da Umby e fam e devo dire che a fronte di uno scafo ben realizzato ci sono degli errori proprio sui giardinetti di poppa, in uno viene cambiato l'angolo rispetto al piano del ponte e nell'altro invece risultano di dimensioni maggiori.
I giardinetti proseguivano sugli stessi livelli dei ponti e rispetto ad essi non erano rialzati ma solamente sporgenti lateralmente.
Detti giardinetti, assieme allo specchio di poppa rappresentano una parte importente del modello ed attirano molto l'attenzione di un osservatore.

Purtroppo non è possibile correggere questi tipi di errori, la soluzione anche se drastica consiste nel rimuovere completamente tutta la struttura e realizzarla daccapo.
Sarebbe preferibile procedere assieme allo specchio di poppa in modo da allineare perfettamente il tutto. Non è difficile posizionare i giardinetti con uno o due millimetri di differenza che se non si notano separatamente vengono evidenziati ed amplificati dal montaggio dello specchio.

Purtroppo accade molto spesso che le fusioni in metallo non sono in scala con il modello oppure non sono delle dimensioni e proporzioni corrette.

Per correggere questi errori si può procedere nel modo seguente:

1) si asportano tutti i manufatti inerenti alla struttura, spesso questo lavora è limitato alla rimozione del metallo stampato.
2) si pulisce accuratamente l'area ed in particolare modo la zona di contatto tra i giardinetti e lo scafo.
3) se gli stampi metallici sono dell'altezza giusta, ovvero se le finestre vengono centrate perfettamente rispetto al prolungamento del ponte si è davvero fortunati e basta quindi incollarli in modo corretto.
Si deve considerare anche l'angolazione dello specchio di poppa e gli altri accessori quali le colonnine.
Le colonnine stesse avevano solo una funzuione puramente estetica, in pratica venivano applicate delle mezze colonne allo scafo.
4) se invece come più probabile le dimensioni non coincidono si deve tagliare dal pezzo di metallo stampato solo le file delle finestre avendo cura di lasciare uno spazio di 1 mm sia sotto sia sopra, a desta e a sinistra invece si possono lasciare della lunghezza originale. Per questo lavoro è indispensabile un attrezzo dipo DREMEL, si deve considerare pure il fatto che il lavoro in sè è irreversibile.
5) le parti tagliate vanno accuratamente levigate in modo da avere i lati (tagliati al punto 4) perfettamente paralleli e diritti.
6) a questo punto si ottengono tre file di finestre in metallo ma mancano le file di legno in corrispondenza degli incitioni, per realizzarli in maniera efficace si acquista una tavoletta di balsa dello spessore pari all'altezza degli incitioni (tale altezza può variare da un modello all'altro) e con questa ti tagliano tre strisce e le si incollano alle finestre, si possono lasciare comodamente abbondanti e possono sporgere tranquillamente di alcuni millimetri.
7) una volta sciutta la colla (1 o 2 Giorni non prima !!!) si applica della garza di rinforzo sul rettro in corrispondenza delle giunture.
8) asciutta pure la garza di rinforzo si procede ad asportare la partre in eccesso della balsa, si deve scendere di 0,5 millimetri al di sotto del livello delle finestre, si incolleranno poi le mezze colonnine.
9) un lavoro analogo anche se più complesso va svolto pure sullo specchio di poppa.

==== Per chi intende operare in tale senso e vorrebbe ottenere un risultato ancora più sorprendente consiglio (al punto 4) di ritagliare solo la sagoma delle finestre lasciandi un millimetro in più per lato e ricostruendo pure le altre parti che in effetti erano realizzate i legno.
==== Per chi volesse essere ancora più presiso (al punto 8) consiglio di asportare fino ad 1 millimetro anzhiche solo mezzo e di ricoprire poi la striscia con dei listelli utilizzati nel secondo fasciame, in questo modo si ottine pure una uniformità cromatica. Specialmente nello specchio di poppa questo lavoro aggiuntivo viene ripagato alla grande.

A titolo puramente indicativo va detto che un modello richiede per la sezione di poppa circa il 5 - 10% delle ore lavorative complessive che tradotte in ore reali si possono aggirare tra le 50 e le 100 sulle mille necesarie a completare la trinidad.
Ciao metaldiego,

Le scatole di montaggio in kit si equivalgono, la cosa più importante sono le riproduzioni dei fregi e le decorazioni in generale. I legni pretagliati si limitano di norma alle parti dello scafo e a qualche particolare di coperta.
Spesso alcuni elementi sono fuori scala, per esempio gli sportelli dei cannoni o le ancore.

L'ideale sarebbe comprare solo le tavole di costruzione (di terze parti) e le decorazioni che da sole possono incidere quasi come l'acquisto del modello intero; il legname poi incide veramente poco.

Ciao
Ciao John65navi,

Ho terminato l'alberatura, quasi tutte le manovre correnti ed una buona parte di quelle fisse.
Ad oggi sono fermo (da due mesi) alle sartie, che io eseguo per ultimo per uno intralciare il lavoro sul ponte.
Sul forum della Santissima Trinidad ho pubblicato diverse foto del San Felipe.
Ho scelto di non pubblicarle in questo forum perchè ritengo che essendo passati molti mesi dalla fine dell'opera qusi tutti lo abbiano ormai finito.
Conto di terminarlo nei mesi di gennaio e febbraio 2008 ed allora pubblicherò delle foto anche su qui.
ciao
Ciao John65navi,

Non ho ancora finito l'opera e probabilmente non avrò tempo per continuarla almeno fino a gennaio, in questo momento mi manca davvero molto poco, ho gia realizzato quasi tutte le manovre correnti (lasciando sulle vele del rife per metterli in tensione), ed anche il resto del sartiame si può dire completato, mi mancano ancora le giselle.

Ciao
fam wrote:

....come penseresti di riprodurre in legno le innumerevoli colonnine dei giardinetti? Te lo chiedo perchè non ho ancora trovato una soluzione fattibile e ne avrò bisogno per il "balcone" sullo specchio di poppa. Se mi dai qualche idea te ne sono grato. Se poi è anche un'idea facile potrei sostituire anch'io le parti di metallo dei giardinetti, non le ho ancora fissate. .....



COLONNINE QUADRATE

Ciao a tutti,
espongo la mia personale esperienza per realizzare le colonnine QUADRATE in legno.

Punto numero uno.
Al fine di ottenere un risultato esteticamente accetabile le colonnine di prua che vengono passate da una mensola vanno reralizzate in un unico pezzo.

Si prende quindi un listello di sezione quadrata di legno DURO, si tagiano tanti pezzetti quante sono le colonnine, la loro lunghezza deve essere maggiore (rispetto alla colonnina più grande) di almeno 5-6 cm, 3cm sopra e 3 cm sotto.

si allineano tutti i listelli e si incollano ( 0,5 cm) alla base e alla estremità superiore, a tale scopo si può utilizzare degli avanzi di listelli.

In corrispondenza della rientranza delle colonnine si prende una lama a denti fitti e si pratica un taglio profondo 1 mm su un lato e di 1 mm sull'altro lato. (questo vale per una sezione quadrata da 4 mm).

Si prende una lima TRIANDOLARE o, meglio QUADRATA ed utilizzando il taglio precedente quale guida si realizzano le scanalature sui due lati.

Si tagliano in alto e in basso le zone che prima erano state incollate.

Ora si procede colonnina per colonnina praticando un taglio da 1mm su ogniuno dei 2 lati ancora da lavorare, sucessivamente si realizzano gli incavi.

========


Per la prua, dove queste colonnine devono olterpassare la mensola del parapetto si può procedere in 2 modi.
il primo ed anche il più elegante consiste nel praticare deri fori quadrati sul listello in modo che le colonnine ci passino perfettamente.
Il secondo modo invece consiste nel prealizzare solo gli spezzoni di mensola interni alle colonnine e devono essere di larghezza uguale alle stesse. Opzionalmente si può bordare i lati esterno ed interno con un listello da 1 mm.


COLONNINE ROTONDE

Si acuistano senza problemi nei negozi specializzati. Io vivo a Trieste una cittadina con 200.000 abitanti e mi è diffcile reperirle ed ordinando da catalogo nell'UNICO negozio rimasto devo aspettare settimane.

Prendiamo quindi quelle in metallo fornite dalla DEA e tentiamo di mimetizzarle in legno; come procedere?
Dopo 35 anni passati a pitturare la plastica al fine di imitare i vari materiali sono giunto alla seguente formula.

1) si applica una base di fissativo per metalli.
2) si colora di una tonalita giallo sabbia o giallo senape.
3) si prende un colore marrone cioccolato e un pennello per olio (setole bianche), si tagliano le setole ad un terzo e si batte la punta riamasta fino a rendere il tutto un groviglio di setole.
4) con un pennello BUONO si applica una pennellata di marrone-cioccolato su un pezzo di carta e con il pennello del punto 3 si tocca il colore sulla carta e quindi si strofina in senso verticale la colonnina. Per avere un buon risultato bisogna strofinare molto molto.
5) di tanto in tanto si sostituise il colore marrone-cioccolato con un marrone-sabbia e si da una strofinatina una colonnina si e tre no.
6) quale tocco finale si acqista nei negozi da 2 euro (prima erano 500 lire ???) una matita per occhi di colore marrone scuro e si applica con le dita una leggera patina.

Ciao

Tanti auguri e figli maschi.
Ciao Jack:
la scialuppa è molto bella e devo farti i soliti complimenti.
Mi pare di vedere che le ordinate e la chiglia sono decisamente fuori scala.
Credo che con questo metodo non ci sia spazio per fare di meglio, ma esiste un alto metodo, anzi due.
Il primo consiste nel dipingere lo scafo della scialuppa in metallo e completarela con listelli di legno, mi ripropongo di pubblicare una foto di come puo venire.

Per realizzare una scialuppa INTERAMENTE in legno ed in modo che le proporzioni siano corette si può procedere così:
1) si realizza un guscio che fungerà da sagoma della misura più piccola di 3-4 mm (può andare bene anche la scialuppa in metallo)
2) La si fissa capovolta e distanziata di alcini centimetri su una base stabile.
3) Sull'esterno dello scafo si incolla uno strato di carta velina.
4) Con listelli di legno dolce da 1x1 mm bagnati si realizzano le ordinate distanziate di 5-6 mm non di più.
5) Con listelli da 2x0,4 mm si realizza il primo strato di fasciame.
6) Si applica uno strato di carta velina che serve ad irrobustire tutta la struttura senza ingrossare eccessivamente i bordi.
7) Si applica il secondo fasciame sempre in 2x 0,4 mm.
8) Si stacca lo scafo dalla sagoma.
9) La carta velina all'interno dello scafo si toglie facilmente, si realizza quindi una chiglia con un listello di 2x1 mm, in corrispondenza dei supporti centrali per le panche si incollano in verticale listelli da 1x1 mm, in corrispondenza del centro si può realizzare l'incxastro dell'albero. Una volta accertato che la chiglia sia stata costruita correttamente la si fissa all'interno.
10) Si rifinisce la scialuppa come al solito.

ciao






Ciao John65navi
i fascicoli sono 120,
sostanzialmete ritengo il San Felipe ben realizzato, un'unica pecca riguarda il giardinetto di poppa che la DEA propone di realizzarlo in troppi fasciaoli e troppo distanziati. Sarebbe stata gradita una tavola di costruzione od almeno un disegno laterale in scala con il modello.
Ci sono invece le tavole per la realizzazione degli alberi e per la disposizione delle manovre fisse e correnti.
I materiali sono di buona qualità ma la loro lunghezza non supera i 30 cm, per cui la DEA propone di realizzare sia lo scafo sia gli incitioni in pezzetti di 30 cm, personalmente ho proceduto ad acquistare i listelli in negozio e quindi lunghi 100 cm. realizzando lo scafo in modo tradizionale.
Nelle foto pubblicate sono visibili alcune migliorie da me apportate, quali per esempio le palle di cannone e le lanterne di poppa, ho colorato integralmente tutto il modello, ma per latro quello che si vede è compreso nell'opera.
Ciao
Ciao oroflod

Ormai ti abbiamo consigliato un po di tutto e forse anzichè chiarirti le idee te le abbiamo confuse, tieni presente però una cosa, uno stesso modello può essere realizzato in modi e con difficoltà crescenti.

Ti faccio un esempio, le aperture dei cannoni del SAN JUAN NEPOMUCENO (quello delle foto ndr) sono state praticate con una punta da trapano da 6mm e smussando gli angoli con un cutter, il tutto poi è stato ricoperto applicando le cornici in metallo brunito con l'attak.
Per il SAN FELIPE (anche per questo ci sono delle foto ndr) ho proceduto con forare i 4 angoli con una punta da 0,7 mmm, ho tagliato il contorno con una taglerina di precisione cambiando la lama ogni 3 sportelli ( la taglierina tipo scalpello è stata da me modificata con il dremel), ho rifinito l'interno con una limetta. Per realizzare lo sportello ho applicato due strati di listelli con all'interno un foglio di carta nera, lo strato superiore, cioè quello esterno è più grande di 0,7 mm rispetto a quello inferiore.
Ho poi applicato le cerniere imitando i chiodi con punte di stuzzicadenti, ho applicato pure l'anello per l'apertura e ... poi li ho colorati.
Per realizzare 3 sportelli completi ho impiegato lo stesso tempo che è stato necessario a realizzare tutte le aperture del SAN JUAN NEPOMUCENO (in metallo brunito).

Credo fermamente invece che sia necessario acquistare un modello che abbia nella scatola non solo le tavole ma anche un manualetto che ti possa guidare passo-passo.
Come primo modello andrebbe bene anche un'opera in edicola che con le uscite settimanali ti consente di procedere lentamente e con foto ed istruzioni.
Non so se la DEA abbia in programma di pubblicare qualcosa nei prossimi mesi.

Ciao
Ciao metaldiego,
quando si leviga il PRIMO fasciame questo deve essere assolutamente LISCIO al tatto, non ci devono essere scalini di alcun tipo.
Se operando così gli scalini si evidenziano solo nel SECONDO fasciame, probabilmente i listelli di noce da 0,5 mm non sono incollati perfettamente e quindi tendono ad alzarsi ai bordi, verifica premendo leggermente lo scalino, e se questo rientra allora ti basta incollare la giuntura.
Se nonostante tutto non riesci a correggere l'errore allora ti conviene lisciare in modo accurato e preciso il SECONDO fasciame e procedere con l'applicazione di un TERZO strato; 0,5 mm in più sono ininfluenti e non pregiudicano in nessun modo il lavoro finale.

Ciao
Ciao oroflod,
ora ho 45 anni e rispetto ad altri consigli vado un po controtendenza nel senso che a 30 anni (15 anni fa) dopo avere passati i precedenti 25 a realizzare modelli in plastica ho intrapreso la realizzazione di un galeone spagnolo. il

SAN JUAN NEPOMUCENO della ARTESANIA LATINA

prima di realizzare questo vascello ho tentato di costruirne altri due , teoricamente molto più semplci da realizzare sia nelle forme dello scafo, sia nelle alberature e ambedue sono finiti male.
Il motivo?
Molto semplice, non è da poco avere delle tavole da costruzione e riuscire da esse a realizzare il modello; infatti nel modellismo in plastica si è seguiti passo-passo del montaggio dai primi elementi fino agli ultimi, risultando molto semplice. Nel modellismo in legno in genere si è abbandonati a se stessi, si deve avere la capacità di organizzarsi il lavoro e di pianificare lo stesso in modo impeccabile, pena un fallimento certo.

Nella scatola del modello che ti ho segnalato vi è compreso un libricino in formato A3 con 9 foto per facciata che illustrano ogni singolo passaggio costruttivo e ti assicuro vale MOLTO.

Un'altro motivo per la sua scelta può essere che jack.aubrey sta sviluppando un forum proprio sul SAN JUAN NEPOMUCENO. In questo forum, che si avvale anche della mia modesta collaborazione sono illustrate diverse soluzioni a problemi costruttivi concreti.


Nel forum della Santissima Trinidad a pag 13 ci sono alcune foto di come sia riuscito nell'impresa.
Solo le vele sono state cucite da mia mamma, per il resto è tutto da scatola di montaggio.
Il costo non te lo so dire, ma ad occhio non mi sembrava ecessivo ma lo ho acquistato in Spagna dove il modellismo navale viene subito dopo il calcio.

PS)
Senza figli, ci ho impiegato 18 mesi lavorando una media di 3 giorni a settimana e 4 ore al giorno, diciamo 1.000 ore.

Ciao.
jack.aubrey wrote:

Speriamo che, come dice il proverbio, un colloquio bagnato sia un colloquio fortunato.




Ciao jack.aubrey,
dalle mie parti il proverbio è SPOSA bagnata SOPSA fortunata.

Ciao.
fam wrote:

Ciao a tutti

... concordo che c'è un discreto marasma sul ponte e probabilmente è perchè anche il refe da 0.25mm è un po' fuori scala (una cima da 2.25cm è forse grossina, forse nella realtà erano tra 1.5 e 2 cm di diametro, boh!). Credo comunque che in navigazione si facesse un po' di ordine...



Innanzitutto va precisato che il ponte con i cannoni e i rife come realizzato da FAM è molto elegante e ben si presta ad essere apprezzato per questo. Dona un bel tocco di classe alla nave.


In effetti il ponte con tutti i refe dei paranchetti arrotolati a spirale non doveva essere molto realistico.
In navigazione i cannoni venivano fatti rientrare e si utilizzavano i paranchi per tenerli saldamente ancorati alle murate e al ponte. La canna poi veniva ulteriormente fissata all'affusto in modo da essere bloccata. In quesata situazione i cavi eccedenti dei paranchi venivano fissati ai paranchi stessi in modo da non potersi muovere. Alcuni cannoni venivano sistemati paralleli alle murate in modo da non ingombrare il ponte. Le attrezzature e le munizioni venivano stivate sottocoperta in apposito spazi. I ponti inferiori venivano divisi da trsamezzi di legno in maniera da creare spazi ben definiti da adibire all'equipaggio e alle attrezzature.

In combattimento i paranchi posteriori non venivano utilizzati, bastava il rinc.ulo per riportare indietro il cannone, i paranchi laterali invece venivano serrati e tesi ma non bloccati. Le cime che uscivano dagli stessi erano di lunghezza appena sufficente e venivano raggruppate ed appoggiate o a terra o alla murata. Attorno al pezzo poi c'erano da 3 a 5 uomini, un secchio per l'acqua, un barilotto per la polvere da sparo, palle di cannone singole o incatenate a 2 a 2 e attrezzatura varia. Il tutto doveva creare una discreta confusione.
I tramezzi divisori venivano smontati in modo da avere un unico spazio sui ponti.
Ciao
fam wrote:
...
E infine la preparazione dei vetri. Invece di dipingere di azzurro la struttura del giardinetto (istruzioni DeA) io ho ricavato uno scasso con la fresa e ci ho incserito un pezzetto di polistirene trasparente (la classica scatola delle camice) dipinto di nero sul retro e incollato con la cianoacrilica. Una volta coperto dal telaio della finestra ritengo dia meglio l'idea del vetro trasparente e dello spazio buio retrostante (ricordiamoci che nei giardinetti erano ricavate le latrine degli ufficiali).






Ciao,

FINESTRE DI POPPA:
un modo più realitico per creare le finestre consiste nel tagliare il legno del giardinetto in corrispondenza delle stesse, colorere l'interno di grigio scuro e di nero.
Si prende poi un pezzo di plastica trasparente (la classica scatola delle camice) e lo si carteggia con carta abrasiva sintanto che non diviene semitrasparente.
L'insieme delle fienstre dei giardinetti e dello specchio di poppa lascierà passare un po di luce e questo conferitrà un maggiore realismo. Volendo esagerare si portanno realizzare i pavimenti con della semplice balsa o compensato. (vedete il carabottino nelle mie foto precedenti).

SPESSORI DIFFERENTI DEI CAPITELLI.
Io mi sono ritrovato nella stessa condizione di FAM ma la differenza è che non ho ridotto lo spessore del capitello maggiore ma ho aumentato lo spessore dell'altro.
Sono partito dalla considerazione che io comunque dipingo il modello, chi invece preferisce lasciare la nave con il legno a vista e siete la quasi totalità, potrebbe considerare di colorare solo i capitelli in modo da non lasciarli di colore metallico.
Si procede così:
1) si incollano i capitelli.
2) si mascherano con della carta da carrozziere le fessure tra il legno e i capitelli che andranno chiuse.
3) prendo un pezzo di balsa e lo assottiglia in modo che si inserisaca nella fessura.
4) lo fisso provvisoriamente e con una matita ne segno il contorno.
5) taglio il contorno in eccesso e lo fisso definitivamente.
6) un passata di stucco per pareggiare la superfice e coloro i capitelli.
7) tolgo la carta di mascheramento che ha permesso al legno di non essere danneggiato dal lavoro.

Ciao
Carissimi anici e admins,

l'opera del San felipe è terminata da tempo e molti modellisti che si cimentarono nella sua costruzione lo hanno ormai terminato. Pubblico quindi qui le sue foto in quanto credo che sia il forum più frequentato, e dove il mio modesto contributo sia di maggiore utilità.
Non tratto in ogni caso di particolari specifici del San felipe, quanto piuttosto di tecniche e consigli che si possono applicare perfettamente anche alla Santissima Trinidad.

Prossimamente ho intenzione di pubblicare delle foto sulla realizzazione dei cannoni con tutti i paranchetti e le realtive cime in modo che assumano una posizione naturale.
Fatemi quindi sapere in quale forum preferite che appaiamo.
Ciao
Ciao da aldo73

La verniciatura di un modello è quasi un'opera a se stante, non va sottovalutata ne va improvvisata.
Se per te la Yamato è una delle prime navi che costruisci allora ti conviene fare pratica con delle sagome o meglio con altri modelli. Dal punto di vista tecnico meglio sarebbe provare con qualche moto o con qualche auto.
Valuta atentamente l'acquisto di un aerografo.


A titolo di esempio ti pubblico qui alcune foto dei risultati che si possono ottenere.










Ciao


Ciao a tutti voi,
Ho una curiosità che non riesco a togliermi.
Ho visto su Internet diverse realizzazioni della corazzata ROMA, alcune in scala 1:100, praticamente perfette all'originale da cui deduco che chi le ha realizzate in autocostuzione possida conscenze ed abilità da vero fuoriclasse e in ogni caso alla portata di pochi, ma nessuna di queste è stata colorata con la mimmetica !!!!
Chi sa dirmi il perchè?
Ciao.
Citazione:

x J.A.: io ho usato compensato da 1.5mm come base del portello, poi ci ho incollato sopra dei listelli orizzontali lasciandoli sporgere di ca. 1mm su ciascun lato del quadrato.
Questo per il semplice fatto che ho dipinto l'interno dei portelli in rosso quindi poi non si vede se l'interno è fatto di listelli.

Però non ho capito cosa ci fai con questi portelli, se li usi x sostituire quelli di metallo (che sono orribili) o altro.

Un saluto a tutti
fam/Bonden


Io ho acquistato un foglio leggero di carta nera (non mi andava di colorarlo), da un lato ho incollato una serie di 3 listelli da 3mm, il primo e l'ultimo andranno rifilati per portare l'altezza a 7 mm.
Ho tagliato quindi tutti i quadrati di 7mm.
Ho preso altri 3 listalli di 20 cm di lunghezza e li ho fissati alle setremità la mio tavolo da lavoro, ci ho inollato quindi i quadrati da 7x7 realizzari in precedenza. Una volta asciutto ho tagiato dei quadrati da 9x9 mm, ne ho asportato 1 mm dalla parte superiore ottenendo dei portelli esterni da 9x8mm e interni da 7x7mm, il leggero filo nero della carta simula efficacemente la calafatura. in ogni caso io poi li ho colorati.

Sul lato superiore ho incollato le cerniere acquistate in negozio, siccome non è possibile utilizzare i chiodini per il loro fissaggio e non si possono lasciare VUOTI i buchoini delle cerniere ho preso uno spillo e ho praticato un foro per ogni buco, ho preso un stuzzicadenti, ci ho imbevuto la punta di vinavil e a pressione li ho infilati al posto dei chiodini, quando la colla è aciutta con un tronchetto ho tranciato a filo lo stuzzicadenti. Utilizzando un tronchetto al posto della tagierina mi è rimasto lo stuzzicadenti sporgente di 1/2 mm, una leggera scartavetrata e una leggrea pressione ed ecco realizzati i chidi di fissaggio. In mado analogo ho fissato l'occhiello nella parte anteriore.

Ciao
Ciao da aldo73

VERNICIATURA:

Per ottenere una verniciatura perfetta si deve operare nel seguente modo:

1) Si procede con la pulizia dei pezzi di metallo tramite acqua, sapone e spugnetta.
Al fine di evitare la formazione di ruggine si devono evitare l'uso di alcool o di prodotti che ne contengano; i pezzi ovviamente vanno aciugati immediatamente.

2) Si assemblano tra loro il maggior numero possibile di pezzi facendo attenzione che le parti nascoste non risultino irraggiungibili nelle fasi sucessive.

3) Si stuccano eventuali fessure tramite stucco da carrozziere e si procede quindi alla carteggiatura tramite carta abrasiva ad acqua.

4) OPZIONALE si aggiungono in questa fase alcune fotoincisioni quali per esempio i portelli, i rinforzi delle lamiere ...

5) Si procede con una spruzzatina di primer, io preferisco quello bianco perchè mette in maggiore evidenza gli immancabili difetti

6) Si procede come al punto 3, si stucca e si cartegga dove necessario, il primer sucessivo va applicato solo sulla zona interessata dalla stuccatura, io maschero la zona riamnente con nastro da carrozziere opportunamente sagomato.

7) A questo punto si deve scegliere come colorare il modello:
- A PENNELLO, è in assoluto da evitare, è estremamente difficile ricoprire grandi superfici in modo omogeneo, vicevesa se si intende realizzare un modello usurato e malconcio come per esempio un cacciatorpediniere di scorta, rappresenta la soluzione preferibile, in questo caso si pennella in verticale.

- BOMBOLETTA SPRAY, rappresenta una buona soluzione sia per il colore già pronto, sia per la praticità. Si procede partendo con lo spruzzo spray circa 15 cm prima del o dei pezzi da vernicare e si termina 15 cm dopo; nel caso non fosse possibile coprire tutto in una sola passata si procede a serpentina, (sempre 15 cm prima e 15 cm dopo).
Presenta almeno 2 difetti, per primo è assai costoso, poi non è possibile controllare il flusso del colore, si può al massimo andare più piano o più veloce sul pezzo, si può allontanare un poco la bomboletta, ma in ogni caso non si fanno miracoli.
Si rischia di perdere molti particolari, tipo Oblò.
- AEROGRAFO, è la soluzione ideale, andrebbe acquistato un tipo a doppio controllo, (aria e colore).
Permette di diluire moltissimo la vernice e questa asciuga praticamente in modo istantaneo, essendo la passata leggera è possibile, anzi si deve ricorrere a diverse mani (anche 10 o più), ma alla fine il risultaro è garantito.
Anche questo presenta 2 difetti, per primo è costoso anche se fatto l'acquisto iniziale e con la manutenzione corretta poi dura una vita, il secondo difetto è che non è facile da utilizzare come sembra, ci vogliono decine di prove e di esperimenti.

8) Si colorano con un pennellino sottilizzimo 000(3 zeri) oppure 00(2 zeri) e con mano salda tutti i più piccoli particolari, oblò, maniglie, insegne e cartelli ...

9) OPZIONALE qui si applicano le fotoincisioni verticali quali scalette e battagliole (già sagomate e colorate), il loro incollaggio avverà sulla pittura, non sul metallo, risulteanno quindi più delicate.

10 ) OPZIONALE a modello ultimato si può procedere ad una passata con del fissativo spray. Quasi tutti una volta essicati fanno assumere al modello un colore leggermente lucido che per una corazzata calza a pennello.

Ciao


ciao a tutti





In questa foto si vedono 2 tacche del pennone (frecce verdi)
Si vedono sul carabottino pure gli effetti dell'invecchiamento tanto pubbicizzati da me ma altrettanto snobbati da voi.


CANNONI DI COPERTA

Qualcuno avrà forse notato dalle mie immagini precedenti che i cannoni in coperta non erano completi.
Mancano infatti di un bozzello sull'affusto del cannone, mancano della corda di trenuta del rinc ulo, mancano pure le corde eccedenti sui paranchi delle fiancate, e le corde stesse non sono tirate ed assumono una forma assai poco realistica.

Fase 1)
fare assunere alle corde già posizionate una forma realistica.
Per primo si inumidisce la corda e con l'ausilio di un legnetto o di in ferro (dipo graffetta) si osserva quale forma si può ottenere, se risulta soddisfacente si procede ad incollare la corda con vinavil diluita e si blocca in posizione filo e bozzello.
Se la forma non soddisfa? Be semplicemente si elimina il bozzello e lo si sostituise.

PS se utlizzate un legnetto considerate che lo stesso si incollerà alla corda, si utilizza questa variante solo se si vuole alzare la corda (una partre ovviamente non tutta) per farle assumere una forma più ancora caotica.







Ciao






ciao a tutti




Vista di come si presenta la nave dopo avere applicato le corde che arrivano alle caviglie al centro della nave.
Se avessi realizzato per prima le giselle mi sarei ritrovato nell'impossibilità di realizzarle, quindi chi volesse applicare questa tecnica tenga presente che le giselle vanno montate in un secondo tempo.



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ALBERATURA

Purtroppo non ho scattato foto della realizzazione degli alberi e dei pennoni, ma posso dire che ho utilizzato un tornio orizzontale alimentato da un comunissimo trapano.
I pennoni NON sono rotondi per tutta la loro lunghezza, la parte centrale è in genere esagonale oppure ottagonale.
Per realizzare questo ho proceduto:

1) con la matita segno su un legno cilindrico il
(a)centro del pennone,
(b)la fine della zona ottagonale, e
(c)la fine del pennone e
(d)
un ulteriore segno a cinca 1 22esimo della lunghezza del pennone stresso.
questo legno cilindrico deve esser più lungo di 3cm a sinistra e di altri 3 cm a destra per permettere di lavorarlo
2) con un compasso riporto i segni b-c-d anche dall'altra parte del legno cilindrico, il compasso è comunque più esatto del righello.
3) inserisco il legno nel torino e con un seghetto a denti fitti (tipo ferro) incido sui segni b-c-d di matita le profondità che il pennone dovrà avere dei vari punti.
4) prendo un rotolo di carta vetrata a grana media e ne taglio diverse srtisce di 10 x 3 cm, incomincio a togliere materiale dalle estremità verso il centro. In questa fase la velocità di rotazione del tornio è posta a circa la metà, in ogni caso non deve essere troppo lenta altrimenti non si riesce ad essere precisi.
5) tolto il grosso del legno dal pennone si procede con la carta vertata a gran asottile e si ripassa diverse volte fino ad ottenre le sezioni desiderate. In questa fase il trapano viene posto a 3/4 di velocità
6) per finire si utilizza carta abrasiva per eliminare ogni ingola traccia della lavorazione precedente. Qui il trapano viene posta alla massima velocità.
7) le parti eccedenti al pennone
Utilizzando un legno duro ho impiegato circa 2 metri di carta a grana grossa, 1 metro di quella media e 1/2 metro di abrasiva.
8) NON ASPORTARE LE ECCEDENZE, SERVIRANNO IN SEGUITO.


Zona ottagonale:

La parte centrale del pennone (circa un decimo della lunghezza dello stesso) è di sezione ottagonale, per realizzarlo è sufficente applicare dei listelli di 1 mm di spessore della lunghezza e della LARGHEZZA corretta. Nel calcolare esattamente la larghezza io mi sono arreso alla matematica ed in modo più empirico assottiglio un listello fino a raggiungere lo scopo.
Si incollano per bene e i listelli dovrebbero sporgere per 3-4 mm.
La parte eccedente va eliminata con un cutter rimontando il pennone sul tornio e facendolo ruotare a velocità moderata.

I pennoni stessi erano costruiti in più elementi per cui ache su di essi vanno applicate le legature. Consiglio di utilizzare lo stesso tipo di legatura sia agli alberi sia ai pennoni.
Pel le legature in corda non ci sono problemi, basta segiure le istruzioni dello schema di montaggio, per le legature in ferro o si ricorre a strisce di rame oppure si tagliano delle strisce da un cartoncino liscio di 0,2 mm di spessore, si incollano al pennone e si colorano di:
a) marrone
b) con il nero ma non coprente al 100%.







Per realizzare le vele si possono vedere le mie foto qui sopra.
Ho optato per le vele raccolte, in questo caso i pennoni superiori vanno ABBASSATI al livello della coffa e della crocetta, lasciando però lo spazio per le manovre.
La vela stessa viene prima tagliata a metà, fissata sul pennone e poi si asportano gli angoli.
Non bisogna essere precisi nel tagliare la vela, ma nua LEGGERA imperfezione ne aumentrà il realismo.

Quello che non è visibile e purtroppo non ho le foto è come si raccoglie la vela.
1) prendo dei pezzetti di rife di 15 cm e li passo a metà altezza della vela (già a sua volta tagliata a metà), questi vengono distanziati di circa 3cm.
2) bagno la vela e i rife con acqua, bagno abbondantemente, in modo da appesantire il tutto.
3) partendo dai pezzetti di rife posti a 2/3 del pennone incomincio a legare la parte inferiore della vela, proseguo aternado le legature ora a destra e ora a sinisrtra, di tanto in tanot ne lascio uno libero che andrà legato per ultimo.
4) mi ritrovo ora con una strriscia di stoffa stesa e sotto con una stoffa già raccolta. Utilizzando i rife lego il resto della velatura passando sopra al pennone un capo del rife stesso e lo annodo sulla vela non sul pennone.
5) appena si è asciugata un poco corrego le pieghe della vela e la incollo con la solita vinavil diluita.

Ciao



 
 
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