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COLORAZIONE MODELLI NAVALI

Ad osservare le foto del San Felipe i colori sembrano più vivi e brillanti di quanto sono veramente.
Precisazione:
Tutti i colori sono assolutamente OPACHI, eventuali riflessi lucidi sono delle illusioni ottiche date dal flash della macchina fotografica posta a pochi centimetri.

Domanda?
Coloresresti di rosso solo gli alettoni di una Ferrari di Formula Uno solo perche altrimenti c'è troppo rosso?

Sui ponti delle navi antiche il rosso con tonalità mattone-sangue (detto rosso murata), serviva per proteggere le fibbre del legno ed erano usate sugli affusti dei cannoni sulle murate sui carabbottini e in genere su tutte le potenze e caviliere, avrei potuto non colorare le scale.
I carabbottini possono essere ultriormente colorati di grigio-nero con viraggi al marrone e gli affusti dei cannoni invece possono essere neri.
Il rosso murata serviva a proteggere in profondità le fibbre legnose ed impedire che grosse porzioni si stacassero sotto sforzo. Basti pensare a cosa si andrebbe incontro se cedesse l'affusto di un cannone mentre questi spara od ancora se una serie di potenze cedesse sotto l'azione del vento.
Le potenze ed i passamani possono essere ultriormente colorati, ma qui si entra nel gusto personale.

Piuttosto che colorare solo alcune parti per es gli alberi maggiori
credo che sia meglio lasciare il legno a vista che ha in ogni caso il suo fascino. L'applicazione del colore rappresenta un impegno notevole che si aggiunge alla costtruzione.

Tieni presente che le tecnice di colorazione da me impiegate sono:
Lavaggi con acrilici,
ombreggiature,
pennello asciutto,
matite acqurellabili,
grafite,

A titolo di esempio per realizzare il giallo delle fincate ho proceduto così:

1) Impregnate per proteggere il legno
2) Base nera molto diluita (4-5 passaggi)
3) Marcatura delle fughe e delle giunzioni delle tavole con nero denso (1 passaggio con pennello numero 00)
4) Carteggiatura con carta abrasiva all'acqua per carrozieri allo scopo di eliminare grumi di colore
5) Prima mano con giallo ocra diluito (10% colore 90% acqua)
6) Asciugatura con fazzoletti scottex
7) Primi segni di usura e ruggine applicati con le matite acquarellabili.
8) Stemperamento del punto 7)
9) Fissaggio del punto 8 con spray
10) seconda mano con colore giallo ocra diluito (20% colore 80% acqua) senza bagnare eccessivamente il legno.
11) terza mano come sopra
12) quarta mano .... per circa 8 12 volte a seconda delle neccessità, peraltro queste mani si danno in rapida sucessione e sono tutto sommato veloci.
13) Ombreggiatura con colore giallo ocra + 10% nocciola sempre molto diluito.
14) segni di ruggine, sporco ed usura con le matite.
15) fissaggio con spray
16) Lavaggio con nero diluito a mento del 5% bagnando abbondantemente il modello e lasciandolo asciugare con lo scafo inclinato in modo che il colore si depositasse negli incavi.
17) Come sopra solo che il colore ora è il bianco.
18) pausa caffè.

Tutti questi passaggi portano via circa una settimana lavorando 1 masimo 2 ore al giorno.

Ovviamente molti di questi passaggi possono essere elimnati, ma va ricordato che l'errore più comune è dare il colore in modo omogeneo in stile bomboletta spray che crea l'effetto di FINTO all'occhio.

PS in confidenza credo che si debba decidere se colorare o meno un modello nelle fasi inziali e non a scafo ultimato.
Ciao


Per realizzare l?opera mi sono avvalso della casa del libro e da essa ho ricevuto 6 invii con cadenza più o meno trimestrale contenente 20-25 fascicoli.
Con il primo invio mi sono ritrovato praticamente tutta l?ossatura della nave, ho realizzato il montaggio nel modo più classico ed avendo davanti ben tre mesi di tempo ho dato precedenza all?esattezza del montaggio, lasciando asciugare ogni singola ordinata una giornata intera.
Qui ho realizzato la copertura dei ponti con i listelli forniti dalla DEA e, del senno di poi è stato forse l?unico rimpianto che ho, sarebbe stato meglio se li avessi sostituiti con altri da 3mm di larghezza.
Ho effettuato la scelta di non imitare la chiodatura perché la scala del galeone (tra 1:75 e 1:90) non avrebbe permesso di realizzarla in modo corretto, bisogna ricordare che la chiodatura non si effettuava solo sulla testa delle travi ma anche in corrispondenza di ogni singolo baglio, per ogni listello si avrebbero dovuto praticare 24 ? 36 punti di chiodatura. Non è corretto nemmeno sfalsare le assi ogni due ma bensì ogni 4 o 5 file e la loro lunghezza non doveva superare i 5 cm e non 7 come da istruzioni.

Con il secondo invio ottenni gli elementi per realizzare la copertura dello scafo con il primo fasciame e qui è scattata una molla nella mia testa, ho deciso di migliorare l?aspetto che avrei ottenuto applicando alcuni interventi personali.

Il primo di questi è stato di ricoprire con listelli da 3 mm la parte interna delle murate, ovviamente solo nella zona visibile; fissai provvisoriamente le quattro murate superiori (2 per lato) e segnai con una matita l?esatto contorno interno dove le murate toccavano i ponti, applicai quindi i listelli pretagliati alla lunghezza di 4 cm e verificai che combaciassero alla perffezione ottenendo un incastro murata-ponte perfetto che risolveva anche il problema di bordare i ponti stessi.
Decisi in di colorare l?interno degli stessi applicando una mano di sottofondo nero per ricoprirla di rosso-mattone con la tecnica del pennello asciutto.
Siccome con i fascicoli contenuti nel secondo invio non si completava la copertura dello scafo decisi di acquistarne di nuovi in un negozio specializzato e ne applicai ben 2 strati avendo accortezza di lisciare ed assottigliare molto bene per evitatre di inspessire troppo lo scafo.
Anche gli incitioni sono stati modificati e realizzati in coppie di due.


Qui scattò nella mia testa l?idea di dare un?anima al modello, di elevarlo ad un livello superiore di un semplice soprammobile.

La documentazione in mio possesso è rappresentata dal libro di Vincenzo Lusci ?modellismo navale statico antico? particolarmente ricco di foto del San Felipe. Il libro in questione è in formato pdf con le immagini in bianco e nero, con l?ausilio di software di fotoritocco non sono riuscito ad convertirle a colori ma sono giunto alla conclusione che le marcare sfumature di grigio stavano ad indicare colori troppo marcati e cromaticamente distanti per rappresentare dei semplici dipi di legni deversi.
La scelta di colorarlo scattò in questo periodo e dovendo scegliere pr le fiancate tra bande colorate di ?rosso-giallo?, ?rosso-nero? e ?giallo-nero? optai per quest?ultimo che meglio si addiceva alla zona caraibica in cui operava la nave.


Decisi anche di realizzarla nel suo ipotetico ULTIMO VIAGGIO e di attrezzarla di conseguenza; l?unica licenza poetica che mi sono permesso è stat di realizzare tutti i portelli dei cannoni aperti.



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IL CENTRO NAVE





Si può notare l'argano notevolmente modificato e l'aggiunta del paranco della gru (tra le due barche).
Sono visibili anche le palle dei cannoni predisposte per il combattimento.



Particolare della barcaccia di dimensioni maggiori attrezzata con remi, velatura, botti di acqua, cassa con bussola, ancora (in fotoincisione).
Sono visibili anche gli alberi di ricambio



In queste tre immagini è visibile la parte centrale più caratteristica del galeone, con le scialuppe che sono ben 4 e di dimensioni differenti. Le navi non erano equipaggiate con solo 2 ma ne montavano un numero assai maggiore anche 10 o più, la tecnica di immaggazinamento consisteva nel riporre sottocoperta quelle più piccole, adatte al trasporto dei marinai verso riva o verso il porto, il loro numero ne risultava direttamente proporzionale; durante la permanenza all'ancora non era raro che la metà o più dell'equipaggio sbarcasse in cerca di cibo, acqua, legnami (ed oro e donne).
Le imbarcazioni maggiori invece rimanevano sul ponte ed in genere una tra quelle più grandi era sempre equipaggiata in modo da potere essere operativa immediatamente.
Le imbarcazioni più piccole venivano capovolte su quelle più grandi legate ed il tutto poi veniva coperto e protetto da un telo impermeabile, (che ho omesso altrimenti non si vede la barca).
Esistevano poi dei supporti per posizionare una barca piccola su una grande senza doverla capovolgerla ed era utilizzato prevalentemente prima delle battaglie laddove poteva essere necessario comunicare con altre.

Le scialuppe (barche barcacce...) erano di dimensioni diverse a seconda dello scopo cui erano destinate e raramente quelle più grandi erano in numero doppio




Vista panoramica.
Si notino le lande in catena e le bigotte delle sartie molto alte con un legno di rinforzo posto sopra.
Esse venivano ricoperte con uno strato protettivo in catrame ed erano continuamente tesate e quindi non avevano tutte la stessa altezza e quasi mai erano allineate sullo stesso asse.
Confronta i paterazzi a sinistra.
Si può notare la corda annodata di supporto all'entrata degli ufficiali.
I marinai invece salivano e scendevano semplicemente dalle fiancate con solo l'ausilio di una corda.



Vista panoramica dall'alto.
E' un po sfocata ma la ho inserita ugualmente per fare notare quanto poco spazio libero ci sia sul ponte.

Ciao a domani con altre 5 immagini






...Perchè non ci dici qualcosa anche tu sul colore degli alberi, vista la tua esperienza? Chi decidesse di colorare i fusi maggiori, quale tonalità di giallo dovrebbe usare?...



Ciao a tutti,
innanzitutto farei una precisazione! o si decide di colorare tutto il modello o non si colora niente (salvo qualche particolare), in ogni caso il colore per gli alberi era di un giallo ocra, colore dato dall'ossido di ferro, la zona della coffa era ricoperta solo di pece e catrame quindi assumeva una tonalità quasi nerastra, io utilizzo 90% nero 5% bianco e un altro 5% di giallo o marrone a seconda di come dovrebbe riflettre la luce.

Per ottenere un effetto realistico non si deve applicare il colore in modo omogeneo; una buona tecnica consiste nel colorare di grigio-nero tutto l'albero e poi si procede con il colore giallo-ocra molto diluito, si effettuano diverse mani fino a quando non si ottiene la quasi completa copertura, (in altre parole si deve ancora intravedere il nero sottostante). Si termina il processo applcando il colore giallo-ocra puro con la tecnica del pennello asciutto (oserei dire molto asciutto).

Le parti più alte dell'alberatura dovrebbero avere una tonalità un po più chiara.

Ciao
Ciao a tutti

Pubblico qui una foto del San Felipe della DEA appena terminato.
Ulteriori immagini saranno pubblicate sul forum:

Sondaggio Forum Galeone San Felipe





Ciao
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ECCO LE PRIME 5 FOTO DEL SAN FELIPE


La foto sopra mostra una panoramica laterale.



RINGRAZIAMENTI

Innanzitutto un ringraziamento va alla DeAgostini che pubblicato il modello, un ringraziamento va a mia moglie che mi ha appoggiato ed un ringraziamento maggiore va a mio figlio di 19 mesi che non lo ha affondato, ovviamente ringrazio anche il figlio maggiore di 13 anni.
Un sincero ringraziamento va a tutti VOI che nei momenti difficili siete riusciti a mantenere alta la mia motivazione a terminarlo.


Bando alle ciance pubblicherò 5 foto al giorno perchè non è permesso pubblicarne di più.











queste prime immagini panoramiche danno un'idea generale del modello finito, nelle prossime pubblicazioni entrerò nei dettagli costruttivi.

Ciao
CIAO A TUTTI,

qui di seguito pubblico una foto del San Felipe vista prospettica dal basso.
Altre foto saranno pubblicate sul forum:

Sondaggio Forum Galeone San Felipe




Ciao
Ciao dromedario95

USO DEL TORNIO (riassunto)

Non avere paura, è molto più facile a farsi che a dirsi.

Ricorda solo che il materiale deve essere di legno duro e diritto.

Utilizzare solo della carta vetrata per assottigliare il listello è molto veloce, sporca poco e la polvere che si crea va conservata per fare lo strucco, non è affatto pericoloso.

Per assottigliare in modo omogeneo dal centro verso gli esterni consiglio di cambiare spesso il pezzo di cartavetro e di spostare il punto da cui si inizia via via sempre più verso gli esterni.

Prova a fare alcuni esercizi con dei tondini di legno dolce (faggio) giusto per impratichirti un pochino.

Ciao
Ciao a tutti,

USO DEL TORNIO

La mia (poca) esperienza nel mondo del modellismo navale statico in legno mi ha portato alla seguente considerazione:

1) Conviene partire da tondini di legno e non da listelli (quadrati) da dovere appena sgrossare.
2) I tondini devono essere di legno duro e devono essere perfettamente paralleli, al limite si acquistano nei negozi per pochi euro.
3) Il legno NON DEVE FLETTERSI ma rimanere il più rigido possibile, altrimenti si deformeranno con la tensione applicata dalle manovre.

I MIEI ATTREZZI?
1) compasso (perso in prestito da mio figlio 13enne)
2) guanti da lavoro
3) cartavetro a grana grossa, media e fine

LA MIA TECNICA PER I PENNONI?
1) segno la mezzeria sul pezzo e con il compasso eseguo altri 3 segni per lato.
1A) Un segno a detreminare la fine del pennone, a questo ci lascio un margine di 3-4 cm
2A) Il secondo segno va posto a 11 dodicesimi verso l'estremità, risultando quindi molto vicino al segno 1A. Questo tratto di pennone potrebbe essere a dorma quadrata e non rotonda e verrà praticato un foro.
NB per i pennoni più alti la misura va raddopiata e i fori da praticare saranno 3 (per i trezuoli delle vele...)
3A) L'ultimo segno va praticato a 2 dodicesimi dall'interno e la parte centrale così definita sarà a pianta esagonale o ottagonale.

LAVORAZIONE
- Il listello deve essere centrato PERFETTAMENTE nel tornio, (ci sono 2 coni a punta metallica).

- La velocità va impostata su alta.

- Si indossano i guanti e si taglia 5 cm di cartaverto grossa e tenendola tra il pollice e l'indice si preme sul listello dal centro verso l'esterno; per il centro non intendo il centro esatto ma il segno (3) che ne disterà pochi centimetri, infatti la parte centrale deve essere PARALLELA e non conica come il resto del pennone.
NB i 5 cm di cartavetro andranno sostituiti con altri nuovi ad ogni passata.
In questo modo si garantirà sempre un'azione abrasiva costante che se accompagnata ad una pressione della mano anch'essa costante permetterà di realizzare pennoni molto velocemente ed in modo perfetto.

- Dopo la prima passata di procede con la seconda ma questa NON partirà dal centro ma sarà spostata di 1 cm verso l'estremità. In pratica ad ogni passaggio si sopsterà il punto di partenza verso l'esterno in modo da asportare via via sempre più materiale e quindi assottigliare il pezzo.

- Una volta finito si passerà una mano con cartaverto media ed infine sottile.

- La parte terminale dei pennoni deve avere il diametro la metà di quello centrale; la zona extra tornitura che potrebbe essere quadrata) va assottigliata di un altro millimetro e tolto dal tornio può essere squadrata con una limetta.

La lavorazione degli alberi è ancora più semplice.


**** Utilizzando solo cartavetro (6 metri di grossa, 1 di media e di fina)
ed utilizzando questa tecnica ho rastremato tutti i componenti di alberi e pennoni in solo 3 ore e mezza (più mezzora per pulire il terrazzo dalla polvere).
Nelle stesse 3 ore e mezza realizzo a malapena 2 portelli dei cannoni. ****


Ultima nota:
Raccogliete la polvere di legno così ottenuta e riponetele in un vasetto ermetico, se unita ad acqua e vinavil diventa uno stucco per legno estremamente solido ed assolutamente invisibile, molto valido per coprire seffure.


Ciao,




ciao ZIO GIO', ciao fam

Per coprire i fori che si trovano a cavallo di un'orinata a mio avviso è sufficente incollare una fila della troniera dal basso verso l'alto, che corrisponde ad un ponte di batteria ed una volta che essa è fissata saldamente basta incollare il fondo dall'interno.

Presumo dalle immagini che l'ossatura della ST come quella del San felipe siano realizzate in legno di balsa.
Con questo tipo di legno (tra i miei preferiti) non è possibile utilizzare i chidini perchè non fanno presa in quanto la balsa è troppo tenera e non stringe attorno al chiodino ma anzi si adatta alla sua forma, gli spilli invece vanno utilizzati solo per garantire l'allineamento orizzontale non per garanrire il contatto tra ordinata e listello.
Per essere sicuri di una presa perfetta e duratura negli anni si deve utilizzare del nastro adesivo rinforzato nel verso della lunghezza e, tirandolo si applica una pressione sufficente tra i due legni.
La colla da utilizzare e solo e soltanoto la VINAVIL e anche se asciuga in 6-12 ore rimane in assoluto la più adatta allo scopo.

Quando mancano da montare 4-6 listelli si può procedere alla calafatura interna dello scafo rinforzandolo con comune garza e colla, alcuni modellisti ci infilano scarti di listelli, segatura ed altro materiale ancora, personalmemte non credo ci sia nulla di controindicativo ma non serve a molto.

Ciao


Ciao a tutti,

HO FINITO IL MIO SAN FELIPE

Dopo più di 3 anni di lavoro (con diveri mesi di inattività) sono giunto oggi 12 maggio 2008 ad incollare l'ultimo nodino.
A dire la verità mi mancano ancora le bandiere ma comunque non sono fondamentali, devo decidere se e quali montare e quale tecnica utilizzare per la loro realizzazione, sono indeciso se utilizzare della stoffa pelle d'uovo colorata, piegata ed incollata oppure utilizzare lastre sottili di zinco per imitare le pieghe.
Mah? intanto aspetto di scattare delle foto e di postarle.
Spero che i moderatori mi concedano di pubblicarne una ventina.
Ciao a tutti

Ricorda il limite di 5 immagini per messaggio. Per il resto sono benvenute ! Jack
Ciao

Sulle scalette laterali vanno montate delle corde annodate che permettano la presa da parte dei marinai.

Ciao
Ciao jack.aubrey

Come non consigliarti di colorare il veliero; io sono convinto che il modellismo debba riflettere il più possibile la realtà senza travisare quelli che sono i limiti personali.
Ti sconsiglio vivamente di ricoprire l?opera viva in lastre di rame, quelle che si trovano in commercio sono fuori scala e di molto, e poi ti costano 10 cent cadauna e te ne vanno 10.000.
Ci sono tecniche per realizzare la copertura soprattutto utilizzando delle fettucce di rame.
Semmai avrò tempo tenterò la sua realizzazione costruendo il Cutty Sark.

Tieni presente che nel colorare uno scafo si corre il rischio di rendere ?plastificato? , troppo omogeneo, innaturale.
Ci sono fondamentalmente due tecniche per la colorazione.
La prima consiste nell?utilizzare una base chiara e su questa aggiungere colore diluito in modo da scurire il fasciame.
La seconda è invece l?opposto, si parte da un colore scuro quasi nero ed applicando strati di colore sempre molto diluito lo si schiarisce.
Se intendi realizzare un veliero appena uscito dal cantiere utilizza la prima tecnica, se invece vuoi dare un aspetto vissuto devi utilizzare la seconda.

Sconsiglio invece il compromesso di colorare solo alcune parti, esse si notano e molto.

Per realizzare le vele si compra la stoffa ?pelle d?uovo? e si cuciono i disegni (non solo le righe verticali). Qui se non si sa cucire e se la moglie o la mamma non è disponibile si può ricorrere a montare le vele raccolte sui pennoni.
Fate attenzione che i pennoni superiori vanno abbassati quasi al livello delle coffe.

Nell?esporre un modello in legno si opta per una sua rappresentazione che pone l?eleganza al primo posto anche se un galeone con le vele tutte spiegate (o tutte raccolte) con tutti i portelli dei cannoni aperti e gli stessi in posizione di fuoco non si è mai visto nella realtà.

Ciao.

Ps Sulle scalette laterali vanno montate delle corde annodate che permettano la presa da parte dei marinai.
Ciao e complimenti per il sito.

Vorrei fare una sola osservazione agli autori.
Ho visto che ci sono dei link per scaricare dei piani di costruzione ed anche dei manuali di modellismo.
La domanda è la seguente: non sarà illegale, in pratica non si violeranno le regole del diritto d?autore?
Per limitare questi rischi ed evitare che un visitatore occasionale scarichi tutto e poi non contribuisca alla crescita del sito stesso si potrebbe prevedere di concedere i download solo agli utenti registrati.
Ciao
Ciao nelson51,

PEZZI LEGGERMENTE STORTI

I pezzi di maggiori dimensioni che ti arriveranno con l?opera sono proprio i sottoponti che nel mio caso erano di legno di balsa da 1,5 2 mm di spessore.
Altri pezzi critici saranno le murate con i fori dei cannoni che invece erano di compensato da 1 mm.

Per i sottoponti non è necessario che essi siano perfettamente diritti, (anche se aiuta e non poco), non è il caso di bagnarli e pressarli perché ritorneranno ad assumere la piega, dovuta all?allineamento delle fibre legnose.

Per fissare esattamente i sottoponti devi farli aderire perfettamente alla struttura dello scafo, in particolare modo alle ordinate. Lavorando dal basso non ti sarà facile capire dove si trova esattamente la mezzeria del pezzo, ti conviene tracciare sul retro del ponte non solo la linea mediana ma anche altre due parallele distanziate di circa 5 mm, una a destra e una a sinistra, così facendo a ponte capovolto ti sarà facile allinearlo correttamente.
Non è corretto allinearlo dall?alto facendo semplicemente riferimento alle ordinate che potrebbero essere a loro volta disallineate di 1 o 2 decimi di millimetro.
Non va sottovalutato l?allineamento esterno dei ponti, si corre il rischio di posizionarli troppo in alto, i ponti avevano una curva a schiena d?asino.
Pere evitare questo errore che si pagherà in fase di allestimento dei cannoni, consiglio di tracciare sulle facce delle ordinate le linee di riferimento seguendo l?andamento naturale della curva dei ponti.

Essendo lo scheletro di legno di balsa sappi che eventuali chiodini non faranno assolutamente presa, questa è una peculiarità negativa della balsa. Per il fissaggio devi incollare e per tenere fermo il sottoponte puoi utilizzare degli spilli da 3-4 cm di lunghezza ed infilati in diagonale a 45°, sono ottimi quelli con la testa ricoperta da una pallina di plastica dura che inseriti fino in fondo aiutano a tenere in posizione i pezzi.

Ciao

Ciao andy76,
riprodurre un nodo reale in scala 1:100 significa ottenere solo un rigonfiamento antiestetico. Meglio eseguire un semplice nodo, neanche doppio, da fissare con colla vinilica.
Considera che nella realtà il cordame era conposto da un nucleo, da cavi di grosso diametro attrorcigliati attorno ad esso, per pareggiare la superfice e renderla più liscia possiblie, nelle scnalature venivano avvolti altri cavi di diametro inferiore, il tutto poi veniva fasciato.
Ciao
Ciao Zio Giò,
non preoccuparti più di tanto per il millimetro, poi lo pareggi con i copri filo, piuttosto i listelli del ponte devono arrivare fino al filo esterno, in pratica sono corti.
Per quelli che hai già montato pazienza, aggiungici degli spezzoni da 3-4 mm, quelli che ti mancano incollali pure in abbondanza.
per pareggiare il gradino usa pure la cola vinavil, poi rifila l'eccesso dei listelli del ponte con una taglierina.
Ciao
Ciao nelson51,

I piani di costruzione riportati sul sito www.scuoladimodellismo.com sono in scala 1:75 mentre quelli della DEA dovrebbero essere in scala 1:90, ma non ne sono sicuro.
Se scarichi i piani e vai sulla tavola numero 9, troverai la chiglia e a tavola 10 le ordinate.
Prendi ora la tavola 9 con la chiglia, (sottotavola 1), la parte piatta della chiglia che dallo spigolo a poppa per il timone e all?angolo di salita a prua (tra la seconda re la prima ordinata) misura esattamente 339 millimetri.
Tenendo conto di questa misura potrai ingrandire la stampa di una percentuale fissa ed ottenere le esatte misure della DEA.
In pratica se i piani di costruzione non sono gli stessi le misure delle ordinate vendute dalla DEA potrebbero differire anche di diversi millimetri, ma non ti devi preoccupare , uno scafo più grosso di un centimetro non si nota, si nota invece uno scafo più lungo o più corto di 1 centimetro, perché non ti permetterà di allineare correttamente i cannoni.

PS.
Smontare il modello non ti costa niente ed in ogni caso ti permette di fare esperienza, ordinare gli arretrati ti costa 100 euro e li aspetti ? settimane?.
Costruire lo scheletro da solo è un?operazione semplice anche se un po? laboriosa, usare un seghetto ad arco non è semplice come si potrebbe credere, c?è il rischio di tagliare i bordi curvilinei delle ordinate in modo troppo grossolano, rendendo la successiva applicazione dei listelli assai complicata e pericolosa per l?estetica finale.
In questo caso un consiglio può essere di segnare l?ordinata 1 o 2 millimetri più stretta e rifinirla incollandoci 2 o 3 listelli sovrapposti di ramino da 0, 5 millimetri.
Non acquistare del compensata da 2 euro, anche se te lo consigliano, perché nel giro di poche settimane si svergolerà da solo; usa solo compensato MARINO o tavolette di balsa di buona densità.
La balsa ha il vantaggio di essere leggera, la si taglia facilmente, non si deforma con il tempo, ma ha il grosso svantaggio di non fare presa con i chiodini.
Il compensato marino invece fa presa con i chiodini ma dissangua il portafoglio.

Rifletti un pò su e facci saper la tua decisione.
Ciao
Caro nelson51,

Sei messo proprio male....
dalle foto sembra che la chiglia sia diritta, sarebbe però opportuno scattare anche una foto dal basso, per verificare come sono state incollate le ordinate e lo stato della chiglia.
Hai usato la colla data in dotazione oppure hai optato per una di tipo vinilico?

Sembra però che le ordinate non siano perpendicolari.
Per evitare questo tipo di errore in futuro fissa la chiglia su uno scaletto di lavoro in modo che sia PERFETTAMENTE VERTICALE, ed incolla UNA e ripeto UNA sola ordinata alla volta e verifica che sessa sia:
1) Perpendicolare alla chiglia, utilizza uno squadretto di piccole dimensioni.
2) Perfettamente verticale, allo scopo è opportuno utilizzare una bolla, non acquistare una da 2euro perché potrebbe essere inaffidabile, a me segnava uno scostamento di bel 5 gradi.
3) Perfettamente parallela rispetto alla base, utilizza sempre la bolla.

Sempre guardando le foto si direbbe che sia stato proprio quest?ultimo punto quello che hai trascurato, in pratica le ordinate non hanno la stessa altezza sui lati destro e sinistro.

Per risolvere il problema devi smontare tutto.

Nello smontaggio c?è il pericolo che alcuni pezzi vadano danneggiati o distrutti.
Usa del cartoncino leggero bianco e liscio e riporta la sagoma dei ponti che hai già incollato, fai attenzione a quello centrale che presenta diversi intagli.

Verifica che la forma sia corretta ed acquista un foglio di balsa da 1 mm di spessore e ritaglia la sagoma dei sottoponti.

Smonta i ponti, i listelli che hai già incollato andranno persi, ma li puoi sostituire acquistandone altri 7-10 da 1 metro per 5 o meglio ancora 3 mm di larghezza, il colore va bene chiaro.

Smonta ora le ordinate partendo dalla poppa, ti consiglio di acquistare una taglierina che possa montare anche un seghetto a denti fitti, quello in mio possesso monta seghetti di 5 cm di lunghezza, li pieghi leggermente in modo che siano paralleli alla chiglia (tra l?incastro ordinata ? chiglia) e procedi al taglio sui due lati destro e sinistro, ti rimane ora solo la colla sulla testa dell?incastro, e per staccare i pezzi fai oscillare l?ordinata da prua a poppa fino a che il pezzo non si stacca da solo.

Procedi in modo analogo con tutte le ordinate.

Smontato tutto lo scheletro ti ritroverai con gli incastri (chiglia-ordinata) leggermente più larghi di quanto dovrebbero essere.
Basta incollare sulla chiglia sia a destra che a sinistra una striscia di carta che parta dall?incastro e sia lunga 2 cm.

Verifica che la chiglia sia rettilinea.

Procedi il con fissare in modo provvisorio una delle ordinate centrali (2 punti di colla vinavil) e verifica che rispettino le 3 condizioni (perpendicolare alla chiglia, verticale e parallela). Il giorno dopo se va tutto bene incolla in altri 2 o 3 punti.
Procedi in modo analogo al fissaggio di altre ordinate, una verso poppa ed una verso prua (sempre una al giorno), fino al completamento dello scheletro, fissa ora i sottoponti e se il modello non è svergolato procedi al fissaggio definitivo tra le ordinate e la chiglia, rinforza pure l?unione tra i sottoponti e la chiglia.

Spero di esserti stato di aiuto, in ogni caso scatta e pubblica le foto di questa operazione di restauro che credimi sarà apprezzata da molti altri modellisti in erba che hanno commesso il tuo stesso errore ma non hanno avuto il coraggio di scrivere.

Ciao.
Ciao nelson51
Citazione:... mi sono accorto che la vista del galeone, da prua a poppa) non è perfetta, ma che la nave è svergolata!
SONO DISPERATO e non so che fare e perchè sia successo. Può dipendere dal caldo del riscaldamento che ha deformato la balsa...


Pubblica quanto prima delle foto.

Se lo scafo è svergolato non procedere oltre fino a che non hai risolto il problema.
Tieni presente che di norma a fasciame ultimato il problema si amplifica e la nave stessa viene svalutata di molto.

Per "svergolata" si intende che lo scafo e la chigia in particolare non è rettilinea ma arcuata tipo banana per intenderci. Verifica con una stasa, con un righello lungo 80 cm o con un legno perfettamente rettilineo se la chiglia (la parte verticale dello scafo) sia corretta oppure no.
Se dovesse essere rettilinea allora il problema è minore , basta allineare le ordinate montando i falsi ponti ed eventualmente spessorando le ordinate.
Se invece la chiglia è storta allora hai poche speranze di cavartela a buon mercato.
Devi smontare tutte le ordinate e per farlo devi "tagliare" la colla nell'incastro tra ordinate e chiglia, a questo punto la chiglia stessa si dovrebbe raddizzare da sola altrimenti devi rifare i pezzi diffettosi.
Uno dei motivi per cui si svergola uno scafo va imputato all'incastro chiglia-ordinata che è troppo stretto, la pressione in quel punto piega la chiglia di pochi decimi di millimetro e ordinata dopo ordinata la differenza si vede.

Ciao
Ciao a tutti,

la mia opinione sulla poppa e sul modo di realizzarla è sostanzialmente:
"VANNO BENE TUTTE"
In particolare ritengo che l'anima (così l'avete chiamata) sia data dalla personalità e dalla capacità di ogiuno di noi, c'è chi cerca la massima aderenza alla realtà, procurandosi tonnellatre di materiale didatico e chi invece se ne impippa e la realizza un po' più liberamente.
Si tratta di un hobby, di un passatempo, di uno svago, e chi si cimenta lo fa secondo i propri gusti.
Non è questa la sede per realizzare navi che vinceranno premi mondiali, ma solo modelli da esporre in casa (con ammirazione ed orgoglio).
Personalmete sono ancora fermo sul mio San Felipe e per intanto colleziono i fascicoli della Bismark, ma seguo ugualmente i forum ed apprezzo moltissimo quello che viene pubblicato.

PS
CALAFATURA: va eseguita sempre anche con il secondo fasciame.
TRATTAMENTO DEL LEGNO: la trinidad era colorata, ma per chi preferisse lasciarla in legno naturale esso va trattato con turapori opaco, (la vinavil è semilucida).
Per i galeoni che non venivano dipinti interamente essi avevano i segni della calafatura tra le tavole ed essa era di colore nerastro e sbavava sul bordo delle tavole stesse.
Non raro era invece trattare interamente tutta la superfice con ossidi che conferivano al legno una tonalità rossiccia.

Piccola osservazione personale:
L'interno dello scafo e parte della sovrastruttura erano colorate di rosso e molti ritengono che esso sia dovuto al fatto di mimettizzare il sangue umano delle battaglie.
Personalmete credo che questa sia solo una leggenda metropolitana, quel colore rosso era dovuto ai componenti della vernice ed avevano la funzione di preservare il fasciame setsso.
L'aria all'interno dei galeoni era scarsa ed il riciclo non era sempre possibile sopratutto nei ponti inferiori.

Ciao

Ciao

Lunghezza listelli e scala di montaggio

Nel modelllismo navale ci sono degli elementi che difficilmente possono essere realizzati in scala esatta, si concede in pratica una "licenza poetica".
Faccio alcuni esempi:
Le scalette hanno nella realtà i gradini spessi circa 3 cm che rapportati in scala 1:100 diventano 0,3 mm, praticamente lo spessore di un foglio di carta.
I portelli dei cannoni sono poi di un'unica misura 8 mm a prescindere dal modello e dall'epoca.
L'artiglieria stessa ha solo le misure di 30 o 40 mm di lunghezza e tutte di un unico calibro.
La sezione deli alberi corrisponde EDSATTAMENTE alle misure che sitrovano in commercio.

Le tavole di costruzione spesso sono adattare alle dimensioni e alle caratteristiche dei componenti che si trovano nei negozi che sono gli stessi da decenni.

In quest'ottica non è difficile immaginare i fuori scala o le mancanze presenti nei modelli, uno per tutti è rappresentato dal numero dele scialuppe limitato a 1 o 2 esemplari mentre nella realtà il loro numero variava in relazione al carico e al percorso da intraprendere ma in genere era compreso tra 6 e 10.

Le tavole di legno più grandi venivano utilizzate per la chiglia, seguivano le ordinate, le false ordinate, il fasciame esterno, quello interno, i ponti inferiori, quelli superiori ed infine le sovrastrutture.

A titolo di esempio il fasciame esterno era composto da tavole che avevano le misure di 30 cm di larhezza, 20 cm di spessore e di 600 cm di lunghezza.
Per i ponti invece le tavole erano di 20-30 cm di larghezza per 5 cm di spessore e 400 cm di lunghezza.

In scal 1:100 le misure delle tavole dei ponti sarebbero 2-3 mm di larghezza per 40 mm di lunghezza.

Le dimensioni che fornisce la DEA sono alquanto approssimative ma per iniziare i primi modelli vanno comunque bene.

Ciao



Ciao fam,
veramente un ottimo lavoro,
Per completare l'oprea ti conviene fissare un altro listello al parasartie, 1 mm è sufficente.

Per chi volesse cimentarsi nella realizzazione delle lande a due anelli consiglio di saldare il filo di ottone vrerso la base dell'occhiello e non a metà, così si vede l'anello intero, più che un "8" questi anelli devono formare uno "0" e i cui lati non vanno saldati tra di loro ma lasciati distanziati di 1 - 1,5 mm.
Per il fissaggio allo scafo si può utilizzare un golfare sottile e una staffa.

Ciao
Ciao Zio Giò,
intanto bravo a pubblicare la foto, così ottieni subito dei cosigli mirati e non generici.

Listelli dei ponti

Ad essere pignolo i listelli dovrebbero avere le dimensioni di 2,5-3 mm di larghezza per 40 mm di lunghezza (misure reali 25 cm x 4 metri), poi non vanno montati paralleli, ma leggermante arcuati a seguire la linea dello scafo, inltre verso prua i listelli andrebbero sagomati ad imitare gli incastri di tenuta della torsione, ma questa è una tecnica fuori portata.

Rimanendo con i piedi per terra va bene utilizzare i listelli che fornisce la DEA e vanno bene anche le dimensioni (meglio sarebbe però utilizzarne di altri con la larghezza di 3 mm. e la lunghezza di 40-45 mm).
Per evitare di montarli ad altezze differenti consiglio di segnare sui ponti con una matita delle linee perpendicolari in corrispondenza delle giunzioni. Può sembrare banale ma credimi ti permette di evitare errori come quelli presenti nella foto. In modo analogo sui ponti maggiori conviene tracciare anche due linee longitudinali per mantenere paralleli i listelli.

Per la colla utilizate solo la vinavil.

Ciao
Ciao unimatrix0,
concordo perfettamente con te sul fatto di rendere "vissuta" una nave o un galeone di secoli fa.
Un pò di sporco, qualche segno di ruggine, un colore non da bomboletta spray, ossia non perfettamente uniforme da prua a poppa, vele ingiallite, che di base erano grigio chiaro, qualche toppa, ma senza esagerare, altrimenti diventa una nave fantasma, irreale.
Per chi non vuole intraprendere la colorazione integrale dello scafo sappia che utilizzando matite colorate per il trucco degli occhi si ottengono effetti a di poco stupefacenti, basta ripassare gli spigoli con un colore più scuro ed il gioco è fatto.

Come veniva realizzato un galeone?
In genere gli ingenieri disegnavano le forme su un foglio, e da questo calcolavano i volumi, poi veniva realizzato un modellino in scal ridotta (tipo i nostri) che serviva a realizzare un modellino in scala maggiore 1:10 massimo 1:20 perfettamente attinente all'originale, con le ordinate, i ponti, gli interni ecc... , questi modellini si potevano dividere in due o più parti e dallo studio di essi in cantiere si realizzavano la\le copie originali.
Spesso dal disegno alla realizzazione finale si introducevano modifiche (anche sostanziali) date sia dall'esperienza dei maestri d'ascia, sia dalle volontà dei committenti, sia dalle necessità contingenti come per esempio il dovere sostituire un tipo di legname con un altro.


Ciao
Ciao Muun
complimenti per la tua realizzazione, davvero molto bella.
Appena avrò tempo finirò anche il mio di modello e posterò le foto.

ciao
ciao ragazzi,
ne avete scritte di cose.

STUCCO SUL PRIMO FASCIAME

Brutta gatta da pelare, io vedo sostamzialmente due soluzioni.
Come prima soluzione consiglio di eliminare lo stucco in eccesso laddove questo ha uno spessore in larghezza, non in profondità superiore ai 2 mm.
Si procede a carteggiare con carta vetrata grossa (100) lo scafo per eliminare i residui di stucco dai listelli.
Si procede con l'applicazione di un fasciame intermedio utilizando listelli da 1 mm di spessore e 1 metro di lunghezza, se questi vengono incollati anche tra di loro oltre che con il primo fasciame, otterrai uno scafo più grosso di 0,5 -0,7 mm e del tutto irrilevanate, nei punti in cui c'è troppo stucco usa gli spilli per ancorarti.
Alla fine utilizza pure il secondo fasciame come trattato dalla DEA.

La seconda soluzione consiste nel ricoprire le zone interesate dallo stucco con carta velina sottilissima del tipo utilizzato in edilizia per nascondere le crepe nei muri, queste si trovano in rotoli di 5-7 cm di spessore e si prestano ad essere incollate con vinavil.
Poi si procede con il rivestimento finale.



INCOLLARE IL SECONDO FASCIAME


Il secondo fasciame va incollato utilizzando solo ed esclusivamente colla vinavil, vanno bandite colle a contatto, attak, bostik ecc.
La colla va stesa sul retro del listello in modo omogeneo, a tale scopo io utilizzo spezzoni di altri listelli e li uso come una spatola, è molto importante che non vi siano punti senza colla, altrimenti il listello si alzerà durante la carteggiatura finale.
Il listello va appggiato posizionato sullo scafo e pressato non le dita in modo da farlo aderire perfettamente; ci si può aiutare a tenerlo in posizione utilizzando del nastro da carrozziere.
Per la carteggiatura finale uso carta abrasiva (n°260-300), è importante che la carta sia fissata a un blocchetto di legno rigido.
Rifinisco il tutto usando una spugna abrasiva.


GIARDINETTI DI POPPA

Fate attenzione che le finestre dei giardinetti di poppa seguano le linee dei ponti, per calcolare la loro altezza si prende a misura il portello dei cannoni che grossomodo era posizionato a mezz'altezza.
se necessario non utilizzate i componenti forniti dalla DEA ma procedete con l'autocostruzione.
PS. Questo è un particolare che non passa inosservato, e se dovesse essere messo storto rovinerebbe la linea della nave.


ALBERATURA

Le alberature presenti nei Kit e normalmente utilizzate dalla quasi totalità dei modellisti è quella estiva da crociera.
In inverno si limitava al solo albero maggiore (1/3 dell'altezza totale),
in combattimento spesso veniva aggiunto un quarto albero (antenna) a volte molto lungo ed esso aveva la funzione di portabandiera per comunicare (si fa per dire) le manovre necessarie alla battaglia.

Da questo punto di vista la flotta inglese era nettamente superiore a quella spagnola.


Ciao


Ciao drake
concordo con jack.aubrey che è meglio realizzare un falso ponte sul quale applicare i listelli, così risulta più facile livellare il tutto.
Fai attenzione a mantenere lo stesso spessore previsto dai disegni originali, una tolleranza di più o meno 1/2 mm è accettabile, se dovesse essere maggiore ti può creare problemi nel posizionamento dei cannoni.
Al posto di utilizzare del compensato da 1 o da 1,5 mm è preferibile utilizzare il legno di balsa.
Il compensato soprattutto quello economico tenderà a deformarsi con l'umidità dell'aria ed è inoltre soggetto a diverse trazioni superficiali, infatti sotto sarà libero ma sopra sarà ricoperto di colla e dai listelli.

Ciao
John65navi,
Ciao non saprei dirti con esattezza quale sia la scala utilizzata per il San Felipe, approssimativamente la ho calcolata in 1:90 ma in ogni caso non si discoata molto da questo valore.
I piani degli alberi sono in scala 1:1 rispetto al modello, sono comunque di tipo commerciale, adattati ai diametri dei listelli che si trovano in commercio 10 mm, 8 mm e 6 mm.
Ciao
Ciao unimatrix0
Un piccolo trucco.
Negli anni ' 80 realizzavo veicoli militari con i relativi diorami. Ho partecipato nel Triveneto a 7 mostre diverse e tutte ad alto livello ottenendo 1 primo posto assoluto 2 primi posti ex equo, 1 secondo posto e 3 piazzamenti inferiori ma comunque dignitosi.
Il problema che mi posi allora era dato dal fatto che alcune parti quali legno, cavi e stoffa erano già pronte e non necessitavano di ulteriore manipolazione, ma, ma... stonavano con il resto del modello, si vedeva infatti che erano di legno o di stoffa od ancora di pietra; provai quindi a colorarli per ottenere un'approsimazione di quanto madre natura ha creato e, e... tutto si era armonizzato, pareva tutto vero.

Tutto questo per farti notare che i cavi si vedono che sono di rife autentico.
Prova a colorarli per simulare l'acciaio o il nailon ed otterai un effetto globale migliore.
Ciao
Ciao unimatrix0

COLLA A CONTATTO

la colla a contatto si spalma sulle due supefici, la si lascia asciugare e quindi si uniscono praticando una certa forza, la tenuta della colla è totale.
La DEA la utilizza prima per incollare i listelli sui ponti e poi per applicare il secondo fasciame; tuttavia io non approvo, per i ponti è sufficente stendere colla bianca e splamarla unifermemente in strato sottile, applicando un listello di legno esso si incollerò quasi immediatamente ma quel quasi ti permette qualche aggiustamento.
Si può procedere ad applicare decine di spezzoni di listello per circa 10 15 minuti e si pressa poi il tutto in modo da fare aderire perfettamnete i singoli componenti.
Analogamente si procederà per il rivestimento del secondo fasciame, avendo cura di fissare i listelli che hanno circa 25 cm di lunghezza con del nastro da carrozziere fino all'incollamento completo, questa fase è piuttosto lunga ma facile da realizzare. (ho notato su alcune foto postate che certi modellisti hanno stuccato il primo strato di fsciame al fine di renderlo uniforme, ebbene questo è un grossolano errore, al posto dello stucco vanno usati spezzoni di listello pareggiando poi con cartavetro, la vinavil non attacca permanentemente allo stucco e dopo poco i listelli si solleveranno in quei punti.


Ciao fam,

PARASARTIE CON FORI ERRATI.

Il problema da te sollevato è frequente anche nei modelli in Kit ed è abbastanza facile da correggere.
Innanzi tutto il parasartie fornito di serie è un misero pezzo di comensato da 2 mm di spessore e sinceramente non credo che valga la pena perdere tempo a correggerlo, piuttosto è meglio costruirlo ex novo.
Si può procedere incollando dei listelli da 2 x 4 mm magari in noce, se ne incollano 3 - 4 fino a coprire tutta la larghezza del parasartie.
Si prende il parasartie fornito di serie che ha sì i fori sbagliati ma la forma è precisa e lo si utilizza quale sagoma per realizarne di nuovi (attenti che esso possiede un lato sopra- sotto e uno destra-sinistra.
Realizzato il parasartie nuovo è sufficente posizionarlo sulla fiancata (anche in modo definitivo) e segnare la posizione dei fori, con un dreemer o un seghetto di precisione si incidono le scanalature profonde 1,5 mm e larghe altrettanto.
Si procede a fissare le lande e le bigotte ad esse collegate.
Si incollano le scanalature con colla attak e si colora la stessa di nero-marrone ad imitare la guaina protettiva.
Per ultimo si incolla il regolo e i supporti.

Ciao
Ciao John65navi
Le tavole mancanti sono almeno 3, una vista dei ponti come dici tu più una laterale della fiancata ed una contenente la vista di poppa e di prua con i particolari più minuti quali per esempio il carabottino e le scialuppe.
Sinceramente speravo che esse fossero consegnate a fine opera a completamento del modello.
Io ho cercato on-line i piani di costruzione ma non ne sono stato capace. Ho trovato invece siti in cui li vendevano, uno su tutti quello dell'associazione modellisti bolognesi.
Ciao
Ciao fam

LANDE

Tu hai chiesto di costruirle senza saldatore ed io ti ho fornito le informazioni su come le avrei realizzate io.
Lo stuzzicadenti (ce ne vanno quattro) rappresentano un attrezzo indispensabile per me sia perchè costano poco sia perchè in casa ne trovo sempre.
Fatta qesta premessa ti posso dire che trovere una Santa Maria fatta con landre a bandella metallica è plausibile perchè Cristoforo Colmbo modificò radicalmente il sistema di velature ( i motori dell'epoca) in funzione di un viaggio lungo e in condizioni climatiche difficili. A titolo di paragone sarebbe come confrontare uno stesso gippone che giri per le strade della nostra città con un che gareggi nella Parigi-Dacart.

Io non ho la smania ne la pignoleria di ricercare la perfezione nella documentazione storica come fanno altri modellisti, ma penso che in una mave nulla sia messo a casaccio, anzi tutto ha un ordine preciso.

I galeoni erano soggetti a manutenzione periodica, di norma due volte all'anno per il cambio delle strutture degli alberi, è probabile che in questi momenti le lande possano avere subito delle modifiche su segnalazione del capitano o per manutenzione o per correggere i difetti di progettazione o di costruzione.

Tornando a noi e agli stuzzicadenti, essi vanno poizionati alle estremità dei due anelli delle lande in modo da creare due anelli con relativo spazio interno uniformee non due fili paralleli e quasi attaccati.
Gli stuzzicadenti vanno incollati con colla vinilica che non si fisserà in modo permanente al rame o all'ottone ma terrà ugualmente in posizione lo stuzzicadenti fino a lavoro terminato.
In particolare essi andranno troncati a 1 cm e si utilizzerà la punta per allargare gli anelli di landa.
Per le lande corte che vanno posizionate sopra i portelli dei cannoni si deve usare un solo anello.
Ciao
Ciao squalo,
gli annunci di questo tipo trovano più spazio su E-bay, concordo con Jack sulla sua inopportunità, io non ti avrei pubblicato nemmeno questo perchè non parli di modellismo e fai perdere tempo a chi legge i tuoi messaggi.
Volendo essere buono (sarà perchè con lunedì prossimo ricomincerò a lavorare sul San felipe vecchia edizione), voglio leggere questo messaggio in chiave positiva come l'intento di volere aiutare qualcun altro a creare il modello.
Non voglio entrare nel merito per cui hai optato di costruire la Santissima Trinidad e non il San Felipe che personalmete ritengo più elegante e con forme più movimentate, ma questi sono gusti personali.
Tieni presente che lo scafo con tutte le ordinate ed i ponti maggiori vengono completati all'uscita numero 12, se fossi in te acquisterei i rimanenti tre e mettrei il tutto in qualche scatola; quando avrai il tempo o la voglia ti basterà acquistare le tavole di costruzione e lo potrai realizzare interamente da solo.
Essendo lo scafo abbastanza sgrembo ti sarà possibile adattarlo anche ad altri modelli come per esempio il "Nuestra Senora del pilar de Zaragoza" o nel "San Juan Nepomuceno".
Ciao
Ciao John65navi,

La DEA procede nella costruzione dello scafo dalla prua alla poppa, in pratica alla 4a uscita un quarto della nave è costruito. All'8a uscita troviamo lo scheletro con quasi tutte le ordinate (mancano le ultime tre) e metà dei ponti con la 12a troviamo tutte le ordinate e quasi tutti i ponti (mancano solo quelli di poppa) con la 14a uscita tutto lo scafo è completo ovviamente dovrà essere rivestito con i listelli del primo fasciame che arriveranno fino alla 40a, il secondo fasciame sarà terminato all 53a, i giardinetti di poppa fino alla 65a, le sovrastrutture, le docorazioni arrivano alla 101a e dalla 102 alla 120 troviamo l'alberatura le vele.
I piano di costruzione (solo per le alberature e le manovere escono con e fascicoli 102 (2 tavole) e 104, 107 e 110 (1 tavola)infine con il numero 115 troviamo le le 4 bandiere.
Ciao
Ciao Paolcec,
un problema delle scatole di montaggio è rappresentato dalla giacenza troppo lunga nei depositi prima e nei negozi poi, se trascorre troppo tempo i listelli tendono ad asciugarsi e a deformarsi.
Lo stesso avviene ovviamnete anche sul modello finito ed è quindi opportuno calafare l'interno dello scafo.
La calafatura va eseguita cospargendo i listelli all'inertno con colla vinilica e ricoprendoli con una garza. Se non fosse possibile raggiungere alcuni punti si può incollare soltanto o al limite inserire segatura e/o pezzettini di legno.

Ci sono molti modi per piegare un listello, l'uso di una pinza apposita permette di ottenere facilmente la curva desiderata senza essere costretti ad inumidire il listello stesso, e questo è un altro vantaggio.

Se nel piegarlo esso si rompe i motivi sono due, il primo è che il listello è vecchio e quindi è già asciutto altrimenti si ha esercitato con la pinza una pressione eccessiva.
Le incisioni praticate con la pinza vanno effettuate perpendicolarmente e distanziate di 1 cm al massimo, per ottenere curvature maggiori si ricorre ad aumentare sia la pressione e si riduce la distanza delle incisioni fino ad 1 mm.
Per piegare la zona pi poppa - prua, conviene inclinare progressivamente le incisioni ottenendo una "torsione" che segue la linea dello scafo. (fare alcune prove preventive).
L'unico svantaggio è rappresentato dalle innumerevoli incisioni sul lato interno (ottime per calafare) che ne impedisce l'uso per i listelli bifacciali come per esempio le serpi di prua.
Ciao
Ciao Muun

Citazione:
Se ho ben capito tu ora devi terminare il lavori sulle vele del S.Felipe, che hai acquistato ben 4 anni fa, (ma era quella la prima edizione S.F.??) e oltretutto adesso hai già fatto l'abbonamento alla S.S.Trinidad.. quando lo terminerai? Questo tuo modo di procedere mi incuriosisce molto, perchè ciò significa prendere le cose mooolto alla luuuuuuuuuuuuungaaaaa! ....



Il San Felipe è quello della prima edizione 4 anni fa, per quanto riguarda la Trindad ho acquistato solo la prima uscita e solo per curiosità ma non farò il galeone.
Di tempo invece non ne ho molto, devi pensare che ora ho un bimbo di 15 mesi oltre ad un altro di 13 anni e non appena mi preparo il tavolo da lavoro ed inizio c'è sempre qualcosaltro da fare.
Il piccolo poi qundo mi vede lavorare è veramente molto curioso, vuole stare in braccio e sopratuto tocca tutto e mette in bocca qualsiasi cosa riesca a prendere.

Certo mi farebbe piacere terminare il modello per iniziarne un altro ma devo avere pazienza.

Ciao
Ciao mare47
intanto una considerazione, io abito in una città da 200.000 anime (Trieste) con due negozi di modellismo e spesso non trovo quelo che cerco o almeno non trovo tutto e quindi mi devo arrangiare.
Non conosco il particolare 82g in questione per cui generalizzo il problema, lo spessore di un listello può essere diminuito tramite cartavetro, può essere aumentato incollandone due o più ed eventualmente scartavetrando poi.
Non trovo valido il sistema di prendere un' essnza diversa e tingerla con il mordente perchè non otterrai mai la stessa tonalità, potrebbe essere un rimedio accettabile solo per piccoli pezzi o per particolari.

Il timone ti si è rotto mentre "martellavi" i chidini (circa 20 per lato 40 in tutto).
Innanzitutto va considerato che particolari importanti quali il timone o le serpi di prua, i giardinetti... attirano l'occhio ed un errore in quella posizione risulta fatale.
Quando si devono inserire molti chiodini in poco spazio conviene creare prima un foro di invito del diametro appena inferiore, però non si trovano punte da trapano così sottili e quindi il foro va praticato con l'uso di uno spillo a cui tronchi la punta e limi un lato in modo da ottenere una spece di semicerchio, lo spillo va premuto e girato; serrare il pezzo in una morsa aiuta.
PS per non spezzare i listelli del fasciame dello scafo ai chiodini o agli spilli basta troncare la punta.

Se proprio ti si spezza il listello sappi che lo puoi recuperare incollando e serrando il legno con delle mollette da bucato, una rifinitura di cartavetro ed è nuovo.

Ciao normandie,
non c'è problema ad essere fuori corso, personalmente non ho ancora ultimato la San Felipe iniziata più di 4 anni la cui opera DEA fu terminata 2 anni fa.
Il tempo è poco per tutti, e tutti dobbiamo gestircelo tra molte attività. Il San Felipe l'ho acquistato tramite la CASA DEL LIBRO, le spedizioni erano in tutto 5 o 6 conteneti cira 20 fascicoli cadauno ed erano posticipate di circa 4 settimane rispetto all'ultima uscita in edicola.
Ho acquistato aqnche la prima uscita della Trinidad e devo dirti che è assolutamente uguale alla prima uscita del 2006.

Per chi è intenzionato a realizzare l'opera ha anche la possibilità di acquistare gli ultimi fascicoli (dovermmo essere ad occhio ecroce attorno al numero 100) ed anticiparne quindi la fine di circa 8- 9 mesi.
Acquistare un fascicolo così avanzato permette anche di rendersi conto di come si presenterà la nave tra due anni.

Ciao

Ciao xelvio82
per chi come te si avvicina al modellismo navale in legno i dubbi su cosa realizzare sono davvero molti.
Non conosco le tue capacità manuali (e mentali) inerrenti alla manipolazione, alla modifica, e all'assemblaggio di pezzi di legno e leghe metalliche; non conosco nemmeno quale sia il tuo livello di pazienza e la sopportazione alle frustazioni dovute ad insucessi.
Posso dire per esperienza diretta che i kit di montaggio sono di norma SCADENTI con un rapporto qualità-prezzo assai basso.
Non di rado si trovano legni troppo stagionati e quindi non si piegano affatto, i materiali poi sono insufficenti a finire il modello e l'ascquisto in negozio comporta una tonalità diversa, i disegni poi sono realizzati dalle ditte costruttrici ed adattati ai componenti inclusi nella scatola.
Per esempio non troverai in questi disegni un albero di sezione 7mm ma esso sarà aumentato ad 8 o ridotto a 6, pure i portelli dei cannoni saranno da 10mm e non 9.5 mm .....

I componenti pretagliati che trovi nei Kit si limitano alla struttura dello scafo troverai le ordinate e forse qualche elemento del ponte, il resto dei componenti (ancore, cannoni, coffe, cordami ....) sono reperibili nello stesso negozio come componenti sfuse.

Suggerisco qunidi di acquistare solo i piano di costruzione da terze parti, il sito dell'associazione Modellisti Bolognesi è ben fornito con prezzi anche buoni.
Questi disegni assai più completi di quelli che trovi nei kit di montaggio ti permettono di iniziare con il piede giusto per quanto concerne questo aspetto.
I materiali li acquisti nei negozi specializzati, per lo scheletro consiglio il legno di balsa e non il compensato, il primo infatti lo si maneggia con maggiore facilità e non è soggetto a torsioni come invece accade con il compensato (non con il compensato marino ma non lo trovi facilmente).
Non è necessario che tu acquista tutto il materiale in una sola volta, anzi vale proprio il contrario, acquisti solo quello che ti serve e quando ti serve.

Ti serve invece leggere alcuni libri, su internet trovi anche manuali scaricabili in formato Acrobat, Autocad, Jpg, eBook.
Trovi anche intere sequenze fotografiche postate da chi prima di te ha realizzato il tuo stesso modello od un simile.

Il modello infine deve essere semplice una caravella è meglio di un galeone. La Nina è preferibile alla Corunne.

Prendi in considerazione di iniziare da una lancia armata, è in scala enorme 1:10 1:20, presenta tutte le difficoltà di una caravella ma è più semplice da realizzare e da rifinire.
Ciao


Ciao fam

LANDE

Le lande hanno mutato la loro forma nei secoli.
Nel 1500 erano formate da un unica barra piatta che partiva dalla bigotta e terminava sulla fiancata.
Nel 1500-1600 erano formate da catene.
Nel 1650 erano formate da un tubo o da due barre piatte unite circa a metà.
Nel 1700 invece erano formate da un unico anello o da una barra piatta ma non erano lineari bensì semicircolari.


Le lande avevano lo scopo di scaricare la tensione delle sartie maggiori e dei paterazzi sulla struttura della nave, inoltre dovevano essere in grado di ammortizzare eventuali oscillazioni dell'alberatura.

L'alberatura stessa subiva delle notevoli variazioni a seconda delle stagioni e delle zone di navigazione.
I modelli che siamo abituati a vedere cioè con gli alberi formati da 3 pezzi ed alti circa quanto la lunghezza dello scafo rappresentano l'allestimento ESTIVO, in quello INVERNALE era presente solo l'albero maggiore e la sua coffa, mancavano gli alberi di gabbia e di pappafico. Montavano quindi solo una vela che poteva essere divisa in più parti.
Le navi destinate all'area Caraibica (San Felipe P.E.) montavano un'alberatura complessivamente più bassa di un quinto o di un quarto rispetto alle controparti atlantiche.

E' probabile che nel cambio dell'allestimento delle velature le stesse lande venissero sostituite o ricalibrate.

Nella Trinidad è probabile che in una prima fase esse siano state formate da catene a maglia stretta per poi essere sostituite con
uno o due anelli; in ogni caso sotto le lande si trovavano delle staffe di rinforzo.



COSTRUZIONE DELLE LANDE FORMATE DA DUE ANELLI

Ho riflettuto a lungo su come si possano realizzarle senza utilizzare il saldatore e sono arrivato a questa soluzione.

Materiali occorrenti:
una matita morbida
una squaretta morbida (sono ottime le ricariche telefoniche)
filo di ferro, ottone o rame del tipo utilizzato dai fiorai.
(il filo deve essere diritto non imbobinato altrimenti bisogna raddrizzarlo)
delle staffe di metallo, vanno bene quelle acquistare in negozio per realizzare le cerniere dei portelli dei cannoni in quanto sono già forate e presentano un'estremità decorata a giglio. In alternativa vanno bene qualsiasi materiale largo 1-2 mm e spesso 0,3-0,5 mm.
una punta da trapano da 0,7 - 1 mm.
un listello di sezione rotonda diametro 6 mm e lungo 100.

PREPARAZIONE (valida per tutti i tipi di lande)

Si montano i parasartie con i rispettivi regli avendo cura di non occludere i fori.

Le lande sono di due altezze:
a) corte e devono rimanere al di sopra dei portelli dei cannoni
b) lunghe e devono arrivare al di sotto degli stessi.


Si segnano le quote corrispondenti alle due altezze e si tracciano due linee orizzontali e parallele allo scafo avendo cura che a poppa esse sporgano di 2 3 cm.

A questo punto sarebbe opportuno avere i piani di costruzione dell'alberatura per segnare sul listello di sezione rotonda (DIAMETRO 6 MM LUNGHEZZA 100)le quote di partenza delle sartie maggiori e dei paterazzi.
Infilate e fissate in modo corretto il listello e su esso fissate un cavo per le sartie e uno o due cavi per i paterazzi lunghi abbastanza da toccare il tavolo da lavoro.

Ora prendete il filo della sartia e infilatelo nel primo foro della parasartie e tenendolo teso e diritto segnate il punto di contatto con lo scafo.
Ripetete la setssa operazione per gli altri fori, noterete che andando verso poppa l'inclinazione aumenta e di conseguenza aumenterà pure la lunghezza della landa.

Forate con una punta sottile i punti di contatto (sulla linea orizzontale allo scafo).


LANDE SUPERIORI O CORTE

Vanno realizzate con un unico anello.
Si prebde una bigotta e si fa passare il filo di ferro nel bordo scanalato, si fissa con un e dico un giro stretto esattamente sotto il foro centrale della bigotta .
Si infilano tutte e due le estremità del filo di ferro prima nel foro delle parasartie e poi nel foro dello scafo (sopra un portrello di cannone).
Così facendo si otterrebbero due fili paralleli e attaccati, ma noi vogliamo un anello e quindi si deve spessorare. Per fare ciò si prende uno stuzzicadenti e si infila la punta nel foro della parasartia ed un altro in quello dello scafo.

NB Gli anelli devono essere tutti nello stesso verso per es paralleli allo scafo.

LANDE INFERIORI O LUNGHE

Queste sono formate da uno o due anelli. Nel caso fossero in un unico anello varrebbe la soluzone qui sopra, se invece si opta per due anelli si procede in modo leggermente diverso.

a) La mezza landa inferiore si realizza piegando e spessorando il filo di ferro utilizzando il foro nello scafo. La lunghezza deve essere uguale alla metà dell'altezza (quelle più a prua saranno più piccole, viceversa quelle verso poppa saranno più lunghe).
b) Si prende ora una bigotta e si fa un giro di filo di ferro che viene fissato sotto il foro centrale della bigotta.
Si taglia un'estremità.
Si fa passare il filo di ferro all'interno dell'anello inferiore della landa e quindi lo si infila nel foro del parasartie.
Si spessora e si incolla il foro dal basso.

Si completa la landa con una staffa lunga circa un terzo.

La staffa può essere inchiodata nella parte terminale mentre nella parte a contatto con la landa deve essere incollata.

Consiglio di colorare il tutto di nero.

Ciao





ciao fam, ciao Jack Aubrey
non me ne vogia il moderatore che posto due messaggi di seguito ma trattandosi di due argomenti assai diversi (timone e serpi di prua ) ho preferito tenerli separati.

le serpi di prua sono proprio una bella gatta da pelare....

parole di fam cui credo si accoderanno in molti.

I problemi principali consistono nel piegare le serpi in tre direzioni (6 assi) e adattarle allo scafo.

Primo problema le misure possone differire di millimetri se non addiritura di centimetri a seconda di chi e come ha realizzato lo scafo; a titolo di esempio abbassare gli incitioni di 2 mm che non si notano sullo scafo comporta una differenza di almeno 6-8 mm sulle serpi di prua, con queste tolleranze è difficile trovare nella scatola di montaggio dei pezzi prefiniti che conbacino perfettamente.

Spesso queste serpi vengono fornite in compensato o in "fotoincisioni" , più raramente in piombo, se sono provviste di decorazioni le si possono trovare già belle e pronte.

Nel caso della S.Trinidad mi sembra di vedere dalle foto che sono realizzate in compensato pretagliato, il quale si presta ad essere curvato solo su 2 dirazioni (4 assi).
Mi spiego meglio:
una fettuccia di compensato spessa 1 mm la si può piegare verso destra-sinistra seguendo le venature e la si può attrcigliare nel senso della sua lunghezza ma NON LA SI PUO' PIEGARE IN ALTO-BASSO, senza correre il rischio di spezzarle e quindi viene spontanoe inclinare la serpe secondo la necessità e non seguendo la linea di prua.
Spesso queste serpi hanno spessori ridotti di 1 mm o meno mentre dovrebbero avere almeno 2 - 2,5mm se rapportate in scala.
Una soluzione consiste nel ricostruire la serpe ex novo piuttosto che adattarla alla meno peggio.
1) Si procede con calcolare di quanto la serpe debba essere allungata o accorciata.
2) Si disegna e si ritaglia una nuova serpre da un cartoncino rigido.
3) Dopo le verifiche del caso si procede a ritaglare la sagoma da una basetta di balsa da 2 - 2,5 mm di spessore.
Consiglio la balsa perchè è economica e non guasta, è estremamente malleabile quindi può assumere qualsiasi forma e mantenerla negli anni, la si piega nelle tre dimensioni ed è comunque molto resistente.
4) la si applica solo con colla vinilica.

VARIANTE

5) Se si desidera dipingerle consiglio una mano di stucco in spray e una leggera mano di fissativo.

6) per i bordi, spesso questi erano in rilievo per il semplice fatto che un prifilo a "U" è più resistente e flessibile di uno quadrato,
Si può incollare un bordo superiore o inferiore (non tutti e due) che sporga di 1-2 mm.
7) usare una dima più resistente (il cartoncino va benissimo) dello spessore di 0,5 mm e pareggiare l'altezza del bordo.
8) applicare ora il secondo bordino e pareggiarlo utilizzando l'altro quale guida.

VARIANTE

Si ottengono ottimi risultati anche usando sezioni quadrate di rame o ottone, li si trovano nei negozio di arte piuttosto che di modellismo. E' estremamente facile far assumere la forma voluta e si incollano con la bicomponente oppure si saldano con lo stagno.
In commercio si trovano pure dei profilia "U", in questo caso è meglio optare per un tipo dallo spessore sottile, lo si piega più facilmente a caldo usando la fiamma di una candela. Il fondo poi va spessorato con il solito lengo di balsa.


Un piccolo trucco per colorare i bordi delle serpi di prua senza che queste abbiano un profilo in rilievo consiste nell'acquistare un pennarello a lama piatta (tipo evidenziatore), eventualmente lasciatene asciugare uno (nuovo sarebbe meglio e di colore giallo anche) incidete la punta come sotto:

|xxxxxxxxxxxxxxx|
|xx ________ xx|
|xx |xxxxxxx |xx|
|xx |xxxxxxx |xx|
|_|xxxxxxxxxx|_| (scusate la schifezza stile MSDOS)

xx| largezza |
xx| serpexxx|



Ciao



Ciao unimatrix0,
ho usato la tecnica del nero + graffite per imitare le armi in vari medelli da me realizzati, io usavo altre varianti, per le armi tedesche usavo matita marrone, per quelle americane 1/2 matita e 1/2 cenere di sigaretta, li appliavo un attimo prima che il colore di fondo fosse asciutto, all'epoca c'erano gli smalti che asciugavano in diverse ore e forse era più facile, in queto modo la graffite rimaneva consolidata sul pezzo.
Per applicarla la cospargevo direttamente e poi la punzecchiavo con un pennello rovinato.
Per farti un'idea puoi vedere le foto della mia macchina sul forum della Yamato.



Tornando a jack.aubrey e al colore delle cerniere del timone va notato che all'epoca non si parlva di acciaio, ma di ferro e bronzo due materiali non adatti a rimanere immersi nell'acqua marina, per cui la parte dell'opera viva veniva colorata di bianco sporco e quella superiore era più semplicemente catramata.
Se osservate altri modelli noterete come la parte dello scafo immersa nell'acqua sia di colore "bianco" e tra questa e la prima fila degli incitioni il colore sia nero.

I chiodi (che in molti punti dello scafo erano lunghi diversi metri) erano protetti dalla salsedine praticando in corrrispondenza della testa un rienntro nel legno in modo che la testa stessa rientrasse di alcuni centimetri, il foro veniva poi chiuso con un tappo di lengo.

Per chi non volesse colorare l'opera viva ma solo alcuni elementi quali le cerniere, i golfari e gli anelli (presenti in notevoli quantità sullo scafo esterno ma assenti nei piani di costruzione) consiglio di usare uno stesso colore per tutti al fine di ottenere una costante cromatica uniforme che dona eleganza all'insieme stesso.

Un buon effetto lo si può ottenere applicando una prima mano di colore ottone seguita da una mano di nero diluito al 25%.

Ciao

Ciao dromedario95
Il sistema illustrato J.A. è valido ma il foro per il cannone non ha 20 mm di lato ma solo 8-9 mm, quindi la sua diagonale è di 11-12 mm e ti rimane quindi solo 1-2 mm per lato in cui appliare la colla.
Io personalmente risolverei il problema facendo passare non un quadrato da 11 x 11 mm ma bensì un rettangolo da 11x 20 mm. in questo modo su due lati ti rimane mezzo centimetro su cui applicare la colla.
Userei il legno di BALSA da 2mm di spessore anzichè il compensato in quanto è più morbiro e meglio si adatta a seguire eventuali curvature lello scafo. Il legno di balsa poi risulta sufficentemente resistente a sostenere la canna del cannone.
Per ultimo praticherei la centro un foro milto più sottile es 0,2 mm utilizzando un comune ago da cucito e ci passeri un filo di rife con un nodo sul retro per bloccarlo.
Una volta asciutta la colla pratichi un foro normale come per gli altri portelli.
Ciao
Ciao titiro
e tutti quanti.

... E' PER PRINCIPIANTI? ...

Intanto mi presento:
sono del 1963 come lascia indicare il nik, maschio, con un figlio di 13 anni ed uno di 1 anno, una moglie, una suocera sempre presente (che dice VADO-VADO e invece resta), ho un lavoro, un secondo lavoro (per arrotonddare) e ... circa 1 ora al giorno per me, da dividere tra il modellismo, il computer, le partite di calcio e altre poche soddisfazioni.

Pratico il modellismo da cira 40 anni, ho costruito centinaia di modelli per la maggior parte in plastica, verso la fine degli anni '80 partecipavo alle mostre di modellismo del Triveneto ottenendo sempre maggiori riconoscimenti e premi vari.

In una di queste mostre mi soffermai ad osservare un modello di un galeone in legno realizzato con una maestria inverosimile, (a titolo di esempio lo scafo era realizzato con migliaia di lastre di rame ognuna delle quali era fissata da decine di chiodini, le tavole del ponte NON erano parallele alla mezzeria ma arcuate e con degli incastri a prua e a poppa realizzabili con dificoltà anche con le fotoincisioni, lo specchio di poppa era interamente ricoperto da statuette scolpite a mano).

Ebbi occasione di parlare con il suo realizzatore, un arzillo vecchietto di 90 anni che mi confessò che il modello gli è costato 15.000 ore di lavoro, ma la cosa che mi ha colpito è stata la sua intenzione a correggere gli errori commessi nel prossimo modello.

Forse mi sono dilungato troppo e quindi arrivo al dunque:

Ho già avuto modo di discutere nell'altro forum sull'opportunità o meno di acquistare un'opera a fascicoli e di realizzare quindi il modello con questo sistema ed oggi più di allora sono convinto che per un neofita sia forse il modo migliore per avvicinarsi al modellismo navale statico ed ottenere un risultato soddisfacente.

Il motivo principale consiste nel fatto di avere nei fascicoli una guida fotografica che illustra passo passo ogni singola fase del modello.
Altri punti a favore sono le uscite settimanali che non permettono di correre troppo e lasciano quindi spazio e tempo per realizzare con cura ogni singolo passaggio e la presenza del forum fonte di motivazioni e consigli.

A tale proposito invito caldamente TUTTI a partecipare attivamente pubblicando foto, esponendo problemi e dubbi.

Ciao

Ciao serbip
se proprio devi colorare l'interno della scialuppa credo che il rosso sangue-mattone o il bianco-sporco siano più appropriati per l'epoca.
Ciao
Ciao a tutti

TIMONE DI POPPA

Devo ammettere che l'idea di realizzare il timone di poppa con delle cerniere in modo tale da permetterne il movimanto è quasi un classico del modellismo navale statico, così come è quasi un classico che il timone rimanga fermo sulla mediana per tutta la vita del modello.
La domanda sembra quasi ovvia: perchè realizzarlo (fuori scala oltremodo), lasciando uno spazio tra scafo e timone di 2-3 mm che sarebbero 20-30 cm reali?
Non sarebbe meglio invece fissarlo in modo definitivo ed applicare le cerniere (molto più sottili) solo come complemento estetico?
Ciao
Ciao Hely_Flat e ciao a tutti vuoi nuovi della Trinidad.

La costruzione dello scafo così come consigliato dalla DEA non presenta particolari controindicazioni, tuttavia io ritengo sia meglio aspettare una decina di uscite e montare lo scheletro con le ordinate quando si hanno a disposizione tutti i pezzi.

Mi rivolgo ora sopratutto a chi è alle prime armi o addiritura al suo primo modellino in legno:
la realizzazione dello scafo con l'incollaggio delle ordinate deve essere eseguito con la massoma accuratezza e utilizzando tutto il tempo necessario.
Un errore che di solito lo commette il neofita è proprio quello di correre troppo in questa fase iniziale, incollando quindi le ordinate non esattamente in asse e non esattamente perpendicolari alla falsa chiglia.
Questo tipo di errore non è evidente subito ma lo diventa quando si devono applicare i listelli o peggio ancora quando si dovranno praticere le aperture dei cannoni e questi non saranno nella giusta posizione.

Le ordinate vanno incollate sullo scheletro perpendicolari e parallele allo stesso, si devono controllare anche le quote, ossia di quanto le ordinate devono schendere sulla falsa chiglia, per ottenereli senza sbagliare basta realizzare 4 blocchetti di legno da circa 3 cm di larghezza per 10 di lunghezza.
1) si prende la falsa chiglia e si inserisce la prima ordinata.
2) si verifica che si incastrino bene senza forzature eccessive.
3) si aplica la colla e si procede con l'incastro, eventuali fuoriuscite di colla vanno eliminate subito con uno straccetto umido,
4) si prendono i 4 blocchitti di legno che si posizionano sugli incastri.
5) l'inclinazione perpendicolare la si ottiene appoggiando i 4 blocchetti e la chiglia sul piano di appoggio, mentre gli stessi garantiscono gli angoli tutti a 90°.

Ciao
Citazione:... Ma voi le cerniere sul timone le fissate solo con i chiodini o anche con la con la colla? perchè a me tendono a riaprisi tipo orecchie di somaro.
Il vostro Maturin


Ciao Maturin,
un modo semplice ma efficace per montare le cerniere sul timone (ma volendo anche sugli sportelli dei cannoni) consiste:
1) segnare con una matita la posizione delle cerniere sul timone.
2) con una limetta si crea una scanalatura larga quanto la cerniera.
3) si piegano le cerniere verso l'interno fintanto che si toccano le estremità.
4) si infilano nelle scanalature del punto 2.
In questo modo la cerniera rimane in posizione per forza meccanica, funge in pratica come una molletta da bucato.
5) si realizzano i fori con una punta da 0,5 - 0,7 mm
6) si infilano degli spezzoni di chiodini.

6A) ALTERNATIVA si creano dei fori più sottili per esempio con uno spillo e si infilano degli stuzzicadenti con la punta imbevuta di vinavil, una volta asciutti si TONCANO con un tronchetto (non con la taglierina) in modo da lasciare 0,5 mm di stuzzicadenti, una leggera pressione e cartavetro, una mano di nero opaco e... il lavoro è finito.


Potete vedere un'immagine in questo foruma pag 15, (Sportello del cannone)


Ciao
Ciao fam,
Parlando delle finestre da autocostruirsi metti in evidenza che i profili da 1 mm riportati in scala diventano 90 mm cioè 9 cm, un po troppo.
In effetti è un po troppo, ma sappi che esistono anche profili da 0,5 mm e da 0,75 mm che potrebbero andare bene, costano poco e sono facilmente lavorabili.
Per non correre il rischio di rovinare il lavoro già svolto tentando una correzzione posticcia dall'incerto risultato sappi che è possiblie fare una prova.
Realizza un profilo in legno che si avvicini quanto più possibile agli specchi di poppa e sopra di essi prova a realizzare un lato con le finestre posizionate in modo corretto.

PS Quelle della DEA non sono propriamente delle fotoincisioni quanto piuttosto del lamierino pretagliato.

PS Nel modellismo navale molti oggetti non sono in scala (per es. i bozzelli, i carabottini, la ferramenta in generale ...) quello che conta di più è lìeffetto finale che il modello assume.

Ciao a tutti.
Ciao fam

ALLINEAMENTO DELLE FINESTRE

caro fam, sarebbe un vero peccato terminare il galeone lasciando un errore molto evidente nei giardinetti di poppa.
Ho letto che con l'uscita 96 ti è arrivato anche lo specchio, per cui ora non hai scuse per rimediare.
Innanzitutto va sottolineato che i giardinetti e le finestre in particolare sono estremamente facili da autocostruire .
Per prima cosa devi rimuovere le colonnine (che potrai riutilizzare) le finestre (da buttare) i profili superiori dei giardinetti (da tenere) e quelli inferiori (anchessi da tenre).
Liscia per bene la zona in modo da avere una superfice perfetta su cui lavorare, al limite i giardinetti saranno alcuni millimetri più larghi di quanto proposto dalla DEA ma non è un problema.

1) Ora con la matita segna il prolungamento dei ponti fino arrivare alla fine dello scafo.
2) con un compasso verifica che le distanze dei ponti siano corrette rispetto alla VERTICALE, aiutati eventualmente con una bolla.
3) applica provvisoriamente lo specchio di poppa e verifica che le altezze delle finestre coincidano con quelle che hai segnato al punto "1".
4) acquista in un negozio di modellismo dei profili plastici di 1x1 mm e di 1x1,5 mm
5) disegna sullo scafo la forma delle finestre. Fai attenzione che le linee orizzontali devono essere parallele ai ponti, mente quelle verticali devono avere l'inclinazione dello specchio.

6) vanno realizzati per primi i montanti verticali delle finestre con i profili da 1x1,5 mm.
Ci sono 3 finestre per 3 ponti. In totale quindi ci sono 3 montanti sinistri e 3 montanti destri, consiglio di incollare una striscia di plastica che copra i montanti verticali delle finestre dei tre ponti, si dovrebbe ottenere quindi 6 strisce verticali che tendono ad allargarsi verso il basso.
Si taglia con un cutter molto affilato le eccedenze ottenendo 18 pezzettini verticali.
Si preparano ora altri 6 listellini di plastica che andranno posizionati in alto e in basso alle finestre e una volta tagliate le eccedenze ci si ritrova con 9 rettangolini che rappresentano i profili delle 9 finestre.

7) si utilizza ora il profilo di plastica più piccolo, quello da 1x1 mm e con esso si realizzano le inglesine delle finestre, conviene realizzare prima quelle orizzontali e poi le verticali.
Le giunture vanno stuccate.

8) si completano i giardinetti con le colonnine e i profili.

Ciao




 
 
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